Sbagliare è umano, perseverare è Schlein. Direbbe Pierluigi Bersani che c’è una “mucca nel corridoio”, nel senso di qualcosa di grosso di cui però nessuno pare accorgersi: ed è il fatto che la segretaria del Pd (brava persona, peraltro: qui a Libero ci siamo perfino affezionati, e ci dispiacerebbe perderla...) non sembra avere dimestichezza con la politica e con la comunicazione. Perfino nella settimana più difficile per il governo, con una gestione discutibile da parte della maggioranza di alcuni dossier, con la sottovalutazione dell’intreccio tra trattorie Sanremo, con una prova a essere gentili- non sfavillante di alcuni ministri, ecco, perfino in una settimana così, il Pd è riuscito a farsi male da solo.
Primo capolavoro. È noto che la Schlein, a parte una presenza massiccia nei telegiornali (della quale lei stessa non si accorge, come dimostra la sua scombiccherata recente polemica, quando si lamentava pur essendo prima per presenze nei notiziari), è invece piuttosto assente dai talk-show e dalle trasmissioni di approfondimento. Diciamocelo: è lì che vengono fuori tutti i limiti di Elly, abituata a preparare un paio di rispostine standard (slogan preferito: «Servono più fondi perla sanità»), ma largamente incapace di articolare i concetti, non in grado di sostenere un’obiezione, non abituata a un’insidia, a qualcosa di imprevisto. In quei casi, con un’imbarazzante tendenza robotica, Elly ripete la stessa cosa che aveva già detto due minuti prima, trasmettendo una sensazione di studentessa nel panico. Ma lasciamo perdere e torniamo al punto. Dovendo recuperare sul terreno dei talk-show, essendo assente da tanto tempo in quelle arene, e dovendo prepararsi al faccia a faccia con la Meloni, quando si presenta in tv la segretaria del Pd?
Martedì scorso da Giovanni Floris, su La7, in contemporanea con la prima serata del Festival di Sanremo, mentre 10-12 milioni di persone (e due televisioni su tre) erano fisse su Rai 1. Un po’ come fare un comizio in una piazza vuota, contenta lei... E - non bastandole questa scelta surrealeSchlein è riuscita a farsi infilzare dallo stesso Floris, che ha avuto buon gioco a rimproverarle le passate lottizzazioni Rai targate Pd. Il clippino-video della Schlein smarrita davanti alle obiezioni del conduttore e simile a un povero cerbiatto abbagliato dai fari di una macchina in mezzo alla strada è diventato virale sui social: tanto quanto lo sguardo paternamente desolato di Bersani nell’assistere alla scena.
I CENTO DI VIALE MAZZINI
Secondo capolavoro: siamo al giorno dopo, mercoledì, con l’incredibile manifestazione - convocata in una Viale Mazzini deserta - contro la presunta occupazione della Rai da parte della destra. Risultato? Cento anime perse, e l’intero mondo politico e dell’informazione a sghignazzare, essendo i convocatori della chiassata (quelli del Pd, appunto) i principali lottizzatori dell’ultimo ventennio. Altro autogol spettacolare.
Terzo capolavoro, e siamo a venerdì mattina:un’intervista concessa dalla Schlein al bravissimo Simone Canettieri del Foglio. Il quale però rischia una denuncia per circonvenzione di segretaria Pd, nel senso che tutta la conversazione si è risolta in una specie di autoparodia da parte di Elly. Titolo: «Il mio Festival tra canzoni e femminismo». Seguono 4mila battute in cui, continuando a farsi del male, Schlein spiega come dal 2009 sia amministratrice del gruppo Facebook “TotoSanremo”. Inevitabile la sensazione di una che non ha molto da fare se ha tutto questo tempo da dedicare a una simile fondamentale attività. Poi, dopo un prevedibile omaggio a Fiorella Mannoia, si arriva alla scivolata più grave, l’elogio di Dargen D’Amico nonostante la sua discutibilissima presa di posizione di fatto anti-Israele. Schlein, per tener fede all’armocromia, parte dall’outfit di Dargen, e poi – purtroppo – passa alla geopolitica: «E poi certo Dargen con gli orsetti sul vestito: di lui ho condiviso anche il messaggio che ha lanciato dal palco». E, per chi non avesse capito, Schlein insiste: «Ha ribadito lo stesso concetto sulla guerra che condivido». Alé: la politica estera del Pd ispirata da Dargen D’Amico.
KARAOKE A POMIGLIANO
E arriviamo così al quarto e ultimo capolavoro della settimana: il videomessaggio schleiniano ai lavoratori dello stabilimento Stellantis di Pomigliano. L’avevamo lasciata sul Foglio in versione karaoke («L’altra sera ho cantato Mare fuori a squarciagola e in napoletano»), e invece scopriamo che era angosciatissima per la sorte degli operai: «Non siete soli, questo è il messaggio che vuole lasciarvi il Partito democratico. Le prospettive dello stabilimento Stellantis di Pomigliano non sono una vicenda di dimensione locale, sono una vicenda di dimensione nazionale e si inseriscono nel più complesso quadro del futuro di un settore strategico come l'automotive per il nostro Paese». Ah sì, gentile Schlein? E dov’era il Pd mentre Stellantis decideva 7.500 esuberi, mentre avveniva la spoliazione di Torino, mentre i centri nevralgici della produzione finivano all’estero? Non è dato saperlo: c’è forse da sospettare che anche le edizioni del Festival degli ultimi anni possano avere distratto Elly e i suoi predecessori alla guida del Pd.
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.