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Matteo Salvini apre il "dossier Roma": un sindaco leghista al posto di Virginia Raggi, colpo mortale al M5s

di Caterina Spinelli domenica 28 ottobre 2018

2' di lettura

"Stiamo crescendo ovunque, soprattutto qua. Quando arriverà il momento di votare a Roma, ecco, è possibile che tocchi a uno dei nostri giocarsela. Siamo i più forti". Non ha nascosto le proprie intenzioni Matteo Salvini che, a margine di un'iniziativa politica a Latina, ha aperto il cosiddetto "dossier Capitale". Davanti al ministro dell'Interno - spiega il Corriere della Sera - c'erano i big della Lega nel Lazio: da Barbara Saltamartini, presidente della Commissione Attività produttive della Camera, a Laura Corrotti, consigliere regionale, fino ad arrivare al coordinatore Francesco Zicchieri. L'occasione è stata la prima festa regionale del Carroccio, ma era evidente a tutti che in ballo ci fosse molto di più, una scelta che potrebbe far crollare quel patto gialloverde. L'attuale sindaca grillina, Virginia Raggi, potrebbe infatti finire presto il proprio mandato a causa del processo sulla nomina di Renato Marra che la vede imputata per falso documentale. Arriverà il 10 novembre, giorno della sentenza, la resa dei conti: in caso di condanna, infatti, non ci sarà appello e la Raggi sarà costretta a consegnare le proprie dimissioni.  Leggi anche: La Lega fa il botto a Bolzano "Teniamoci pronti", è il motto che vige in casa Lega, dove si esclude a prescindere qualsiasi alleanza coi Cinquestelle. Quella del possibilissimo ballottaggio coi grillini per mettere le mani sul Campidoglio, entrerebbe, assieme a quelle delle elezioni europee, tra le probabili date di chiusura dell'esperienza del governo Conte. Se la Raggi verrà dunque condannata, per Salvini non esiste altra scelta che mettere Forza Italia e Fratelli d'Italia di fronte a "un dentro o fuori". In cambio la Lega rispetterà gli accordi di centrodestra presi per le altre tornate regionali. Sono sempre più sicuri i leghisti: "A Roma potremmo vincere facilmente anche perché non è detto che Alessandro Di Battista accetterà di correre a sindaco. Se vincesse, sarebbe fuori dal giro nazionale per cinque anni. Se perdesse, si brucerebbe. Non gli conviene" si è sentito dire il segretario federale dai suoi colleghi.

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