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Crollo votanti dal '48

Elezioni
domenica 25 febbraio 2018

2' di lettura

Roma, 25 feb. (AdnKronos) - Era il 18 aprile del 1948 quando gli italiani si recarono alle urne per eleggere deputati e senatori della prima legislatura. La Seconda guerra mondiale era finita da meno di tre anni, ed erano passati quasi due anni dal voto che aveva decretato la fine della monarchia e la nascita della Repubblica. L'insieme di questi fattori spinse in massa la popolazione a esprimere il proprio voto: ben il 92,2% degli elettori. Sessantacinque anni dopo, alle elezioni del 2013, è stato raggiunto il minimo storico: solo il 72,2% degli aventi diritto per la Camera dei deputati e il 72,3% per il Senato. Tra la prima e l'ultima legislatura il calo è stato di ben 20 punti percentuali. I dati, contenuti nelle tabelle dell'Istat, sono elaborati dall'Adnkronos. In termini assoluti gli elettori per la camera dei Deputati sono aumentati del 73,4%, passando dai 29,1 milioni del 1948 ai 50,5 milioni del 2013; per il Senato l'incremento è stato maggiore, visto l'invecchiamento della popolazione di elettori, passando da 25,9 milioni a 46,2 milioni (+78,7%). E anche in termini assoluti cresce il numero di votanti. Per la camera dei Deputati si è passati da 26,8 milioni del 1948 a 36,4 milioni delle ultime elezioni (+35,7%); per il Senato da 23,8 milioni si è saliti a 33,4 milioni (+40,1). Insomma se nel 1948 poco più di 2,3 milioni di persone decise di non andare a votare per la Camera (2 milioni al Senato), nel 2013 sono rimasti a casa 14 milioni di elettori della Camera (12,8 milioni del Senato). L'incremento in termini percentuali è del 521,2%. Consultando i numeri delle diverse legislature emerge che nei primi anni, fino alle elezioni del 3 giugno 1979 (l'ottava legislatura), a votare erano 9 elettori su 10. Nel corso delle prime legislature l'affluenza alle urne è addirittura aumentata, arrivando al 93,8% nel 1953 (7 giugno) sia per la camera dei deputati che per il Senato. Risultato bissato nelle elezioni successive, nel 25 maggio 1958, per la camera (93,8%) e addirittura superato per il Senato (94%). Poi è iniziata la discesa, lenta, che ha portato al 78,1% e 78,2% nel 2008 (13 aprile). E alla fine c'è stato il crollo, con la perdita di 5,9 punti percentuali di elettori per entrambe le camere.

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