Torino, 22 gen. (Adnkronos) - Sono diversi i motivi 'in diritto' sollevati dai legali di Roberto Cota nel ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha annullato le elezioni regionali del 2010. Secondo il ricorso "l'errore" dei giudici amministrativi "è duplice: processuale e sostanziale".Il primo riguarda la decisione di considerare "inammissibile" "per omessa notificazione e per tardività", il ricorso incidentale di Michele Giovine con cui si chiedeva l'annullamento del provvedimento di ammissione della lista "Pensionati e Invalidi per Bresso" e quindi dei 12.582 voti raccolti dalla formazione che sosteneva Mercedes Bresso. Secondo la difesa di Cota infatti i giudici amministrativi avrebbero dovuto considerare per le irregolarità di quella lista lo stesso vizio riscontrato per la lista "Pensionati per Cota" di Michele Giovine, condannato in sede penale per irregolarità nella raccolta delle firme della sua lista e i cui voti sono stati annullati, anche se il ricorso incidentale era arrivato in ritardo. "In presenza della esplicita facoltà attribuita al Giudice - si legge nel ricorso - l'accertamento, anche in via incidentale, della nullità della lista Invalidi per Bresso allo scopo di accertare la sussistenza dell'interesse all'azione principale, era perfettamente consentito al Tribunale". I legali del governatore ribadiscono poi che l'intenzione degli elettori di scegliere Roberto Cota votando la lista di Giovine era palese, e che non si tratta di "voti incerti", come definiti dal Tar. La tesi dei giudici amministrativi secondo cui "data l'asserita impossibilità di stabilire a chi quei voti sarebbero andati in caso di mancata presenza di quella lista" secondo i legali di Cota "costituisce il risultato di un ragionamento ricostruttivo a posteriori che introduce una presunzione contraria alla legge". Quindi la tesi del Tar "produce effetti essi sì davvero potenzialmente perturbatori, in quanto fondati sulla attribuzione agli elettori di 'intenzioni' di voto (o non voto) basate sulla pura immaginazione e su di una presunzione che non ha alcuna base legale". Per gli avvocati di Cota in tutti i casi si sarebbe dovuto prendere atto "del successo elettorale del presidente Cota".