Palermo, 15 mar. - (Adnkronos) - "La politica regionale continua a tagliare fuori dalle riforme i Comuni, com'è avvenuto recentemente con l'abolizione delle Province e la nascita dei Liberi Consorzi, dimenticando che poi sono proprio i Comuni ad essere chiamati a costituirli e a gestirli". Lo dice il vice presidente dell'AnciSicilia, Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni (Siracusa), dopo il voto dell'Assemblea regionale siciliana che abolisce le Province ed istituisce al loro posto i Liberi consorzi tra Comuni. Amenta punta il dito su un metodo "quello di calpestare l'autonomia degli Enti locali, che non possiamo più accettare, considerati i problemi drammatici che sono oggi alla base della quotidianità e della vita stessa dei Comuni, ad iniziare da quelli finanziari, che necessitano un confronto continuo tra Regione ed Enti locali". Così secondo il vice presidente dell'Associazione dei Comuni siciliani diventa "urgente" stilare una una piattaforma unica e aprire un tavolo di confronto con la Regione. "Voglio auspicare che sui Liberi consorzi - dice - vi sia un coinvolgimento dei Comuni nel momento in cui si discuterà delle competenze e delle funzioni. Per capire anche come si fa a legare questa riforma al nuovo modello scelto dal Governo e dall'Assemblea regionale, per quanto riguarda il riparto della finanza locale, quindi i trasferimenti ai Comuni e ai Liberi Consorzi per il loro funzionamento. Tenendo conto che le vecchie Province lasceranno strascichi non indifferenti, anche a livello debitorio" aggiunge. Non a caso, nell'ultima riunione del Consiglio regionale di AnciSicilia, si è proposto di convocare per il prossimo 14 aprile, un'assemblea generale dei sindaci siciliani per aprire una nuova stagione di "confronto serio" sul futuro degli Enti locali in Sicilia. (segue)