“L’imputato e le altre parti privare sono rappresentati dai rispettivi difensori. Il giudice, quando ne è fatta richiesta, ammette l'intervento personale dell’imputato interessato all’esame”. Sono le ultime righe dell’articolo 502 del codice penale, come ricorda il Fatto Quotidiano, a nascondere un insidia per Giorgio Napolitano chiamato dalle toghe di Palermo a testimoniare sulla trattativa Stato-Mafia. Se Totò Riina dovesse richiedere di assistere all’udienza del Quirinale, il giudice dovrebbe ammetterlo. Insomma, Napolitano potrebbe parlare in videoconferenza con il boss Totò Riina. Come ricorda il Fatto, crea non poche preoccupazioni il fatto che la faccia del boss dei boss possa fare irrompere via video nel salone ovattato del Quirinale. Certamente al Quirinale entreranno 25 persone (presidente, giudice a latere, sei giurati popolari, quindici avvocati) per ascoltare le risposte di Napolitano. Non esiste ancora una data ma ieri il pm Nino Di Matteo ha sollecitato la corte a prendere contatti con il Quirinale per fissare quanto prima il giorno dell’audizione.