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Rebibbia 1982: quando Alemanno, Carminati e Buzzi erano in carcere insieme

di Lucia Esposito domenica 14 dicembre 2014

2' di lettura

Era il 1982 e nel carcere di Rebibbia si ritrovano, con accuse diverse, quattro detenuti che avrebbero in qualche modo fatto la storia di Roma, una storia che viene sintetizzata dal Fatto Quotidiano. C'era un giovanissimo Gianni Alemanno, ventitré anni, già accusato e poi prosciolto un anno prima di aver preso a sprangate uno studente universitario insieme ad altri camerati. Questa volta invece è dentro per aver lanciato una molotov contro l'ambasciata dell'Unione Sovietica, poco dopo sarà prosciolto anche da quest'accusa.  Qui secondo il Fatto Gianni incontra Salvatore Buzzi, tre anni più di lui, e l'accusa di un omicidio commesso con 34 coltellate il 24 giugno nel 1980. Quattro amici - Ma a Rebibbia non ci sono solo Alemanno e Buzzi. C'é anche Massimo Carrminati, da pochi mesi ferito all'occhio e grande amico di Peppe Dimitri. Quest'ultimo passa da Avanguardia Nazionale a Terza Posizione fino al terrorismo dei Nar è amico sia di Carminati che di Alemanno che anni dopo, quando diventerà ministro dell'Agricoltura, come fa notare il Fatto, gli affiderà una consulenza. Dimitri è compagno di cella di Alemanno. Ma c'è un altro uomo in carcere, Andrea Munno, anche lui appartantente ai Nar . Tutti erano amici di Massimo Carminati, il "re di Roma". Dimitri è morto nel 2001 ma gli altri tre entrano nelle carte dell'inchiesta che in questi giorni ha scosso la Capitale.  La carriera -  Nei successivi vent'anni Gianni Alemanno diventa prima ministro poi sindaco di Roma, Buzzi ottiene la grazia e si impegna nel sociale, entra nel Pd ma è grazie ad Alemanno che ottiene molti appalti. Carminati - scrive il Fatto diventa il re di Roma, mafioso secondo l'accusa, socio di Buzzi nella cooperativa rossa e negli affari capitolini. Munno ritorna in carcere nel 1994 per usura, ricettazione e triffa nei confronti di commercianti e liberi professionisti a Roma e in Puglia invece per traffico di dollari falsi. Nel 2012 è indagato per i Punti Verdi del Campidoglio di Parco Feronia e Parlo Kolbe. Secondo l'accusa avrebbe messo in piedi un giro di fatture gonfiate. Munno non è indagato nell'inchiesta Mafia Capitale ma il suo nome emerge dagli atti dell'inchiesta. Di quei quattro giovani che nel 1982 erano a Tebibbia, due - Carminati e Buzzi - sono a Regina Coeli, uno Alemanno è accusato di mafia.   

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