Torino, 16 gen. (Adnkronos) - "A caldo posso dire di sentirmi sfiduciato e amareggiato, molto probabilmente chiederò il rito abbreviato, rivendicando sempre la mia onorabilità e dignità umana e politica. Tutto ciò per mettere fine al più presto a questa gogna in cui sembra sia già stato sentenziato tutto". Lo scrive in una nota Massimiliano Motta, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, per il quale oggi la procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta sulle spese pazze in Regione Piemonte. "Mi sono presentato due volte ai pm - dice - ho fornito spiegazioni voce per voce, producendo corpose e dettagliate memorie, contestualizzando ogni incontro, ma evidentemente non è bastato…Ho agito in assoluta buona fede, per i soli scopi istituzionali, secondo leggi e regole che, a quanto pare, non sono state riconosciute legittime, senza mai chiedere rimborsi per spese eccentriche o folli". "A un non esperto in diritto - aggiunge - appare singolare come per posizioni analoghe, sembrerebbero essere stati usati criteri non omogenei di valutazione, per cui il peculato e medesime tipologie di spesa portate a rimborso non siano risultate uguali per tutti".