Napoli, 24 mag. - (Adnkronos) - Una denuncia di convocazioni con la data sbagliata agli scrutatori, partita dall'ex assessore provinciale Francesco Borrelli, ha fatto diffondere presto la notizia, bollata come "bufala" dal Comune, che il caos si sarebbe creato a Napoli nei seggi in cui gli scrutatori avrebbero dovuto presentarsi oggi alle 16. L'assessore comunale al Personale con delega al servizio elettorale, Francesco Moxedano, dice all'Adnkronos che "non c'è stato nessun errore, è una notizia falsa. Gli scrutatori convocati per domani 25 maggio alle 16 sono quelli che dovranno lavorare nei seggi esteri". Di diverso avviso Borrelli, che invece sostiene che le convocazioni con la data di domani sarebbero state inviate anche a scrutatori che avrebbero dovuto presentarsi oggi, con il risultato che, stando a quanto denuncia l'ex consigliere provinciale, "in alcuni seggi al Vomero, a Barra e a Scampia i presidenti sono in difficoltà perché gli scrutatori non si sono presentati". Ma l'assessore ribadisce: "Non c'è stato nessun errore - sottolinea - anzi mi dispiace fortemente che ad alimentare la disinformazione per la mancata lettura della convocazione sia un ex consigliere provinciale". L'assessore Moxedano precisa che nei seggi esteri, che verranno allestiti domani alle 16, si terrà a partire dalle 23 lo spoglio delle schede che contengono il voto dei cittadini italiani, in questo caso napoletani, che hanno votato all'estero. "Domani mattina noi andiamo in aeroporto a prelevare i plichi che arrivano dagli altri Paesi dell'Unione europea, li trasportiamo al tribunale che a sua volta li traferisce nei 220 seggi esteri allestiti per chi ha votato all'estero - spiega l'assessore - Lo spoglio inizierà alle 23, quindi il seggio si costituisce domani alle 16". "Siamo al lavoro senza sosta - aggiunge l'assessore - Non trascuriamo niente. Oggi e domani sarò presente in assessorato per verificare eventuali disservizi, che possono succedere, ma siamo qui per intervenire. Non voglio fare polemiche, ma noi non ce andiamo al mare, siamo ligi al dovere".