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Fi: clima teso in Campania, pontieri in campo per ricucire strappo 'cosentiniani'

domenica 23 marzo 2014

2' di lettura

Roma, 19 mar. (Adnkronos) - Forza Italia in Campania sembra un vulcano in ebollizione. Le nomine decise venerdi' scorso da Silvio Berlusconi, su proposta del coordinatore regionale Domenico De Siano, continuano a far fibrillare il partito e gli effetti delle 'scosse' sono arrivati a palazzo Grazioli. Il rinnovo dei coordinamenti campani ha fatto riemergere vecchi rancori tra le correnti interne, con i 'cosentiniani' sul piede di guerra, perche' si sentono esclusi dal nuovo organigramma azzurro, che considerano espressione di Luigi Cesaro e i suoi fedelissimi. Subito dopo l'indicazione della griglia dei nomi, la prima a sfilarsi e' stata la senatrice Eva Longo, indicata come uno dei vicecoordinatori dell'ex ministro Mara Carfagna a Salerno, che ha annunciato le sue dimissioni (allo stato non sono ancora rientrate). Mentre, invece, Ciro Falanga, nominato responsabile regionale delle politiche istituzionali, non ha contestato la nomina, ma avrebbe preferito che l'incarico gli venisse dato da un "partito compatto e non diviso in varie correnti". In questi giorni sono circolate varie indiscrezioni. Qualcuno ha pronosticato persino un passaggio di Longo e Falanga al gruppo Gal di palazzo Madama per ritrovarsi con un cosentiniano doc come Vincenzo D'Anna. Un'ipotesi che viene smentita dai diretti interessati. Nelle ultime ore, raccontano fonti azzurre, sarebbero in corso contatti e incontri per ricucire lo strappo. La mediazione coinvolgerebbe anche tutto il gruppo di 'Forza Campania', considerato vicino a Nicola Cosentino. Le diplomazie, dunque, sono al lavoro. In prima linea per ritrovare l'unita', Paolo Russo, Riccardo Villari e lo stesso Falanga. I pontieri avrebbero contattato, in particolare, Cosentino per uscire dall'impasse attuale. Cesaro, oggi a Montecitorio per l'informativa del governo sul prossimo Consiglio Ue di Bruxelles, getta acqua sul fuoco e dice: "E' il momento di essere uniti, perche' divisi non si va da nessuna parte. Non creiamo un nuovo caso Sardegna, non e' questa la strada giusta".

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