Roma, 20 set. (Adnkronos) - "Nel nostro Paese non c'e' una grandissima tradizione in materia di arte contemporanea, sara' anche per questo che l'emendamento riguardante il Maxxi nel Dl Cultura ha suscitato diffidenze e critiche, che sono anche un po' 'provinciali'". Raffaele Ranucci (Pd), primo firmatario dell'emendamento al Dl Cultura che finanzia stabilmente appunto il Maxxi, emendamento passato a maggioranza in commissione con l'opposizione dei grillini. "E' l'unico museo di arte contemporanea nazionale, cioe' l'unico che dipende direttamente dal Mibac -sottolinea Ranucci all'Adnkronos- ed ha sempre ricevuto finanziamenti dal ministero, l'ultimo anche dal ministro Ornaghi, sempre intorno ai 6 milioni di euro, e sempre all'ultimo momento utile. Con questo emendamento si scende a 5 milioni". Questi soldi "servono ad 'accendere la luce', a garantire cioe' che il museo sia aperto coprendo i costi correnti, poi tocchera' a loro cercare donazioni, sponsorizzazioni per svolgere al meglio l'attivita'", ricorda Ranucci che ritiene questo tipo di intervento "indispensabile per garantire al Maxxi la possibilita' di pianificare le sue attivita' in un contesto, quello dell'arte contemporanea, che e' particolarmente 'veloce' e richiede tempestivita'". "Sarebbe anzi utile estendere questa logica a tutti i musei statali, metterli in condizione di pianificare per tempo, con tranquillita', la loro attivita'", suggerisce Ranucci, secondo il quale "c'e' piena corenza fra questo intervento e la logica complessiva del Dl Cultura che vede grande attenzione per diversi siti importanti, come Pompei, con gli Uffizi, il Museo della Shoah di Ravenna".