Roma, 23 ott. (Adnkronos) - "C'è stata una scorrettezza forte. Ci sono stati 11 colleghi senatori che si sono astenuti, senza aver comunicato il loro dissenso al capogruppo, e altri che si sono assentati dall'aula. Il loro obiettivo era chiaro: far cadere il governo". Lo dice Roberto Formigoni al Tg3 in merito ai distinguo nel Pdl al momento del voto, oggi al Senato, del ddl costituzionale che istituisce il Comitato dei 42 per le riforme istituzionale e della legge elettorale. Ma per Formigoni anche nel Pd c'è chi ha lo stesso obiettivo: "C'è un partito trasversale che vuole minare il governo e le larghe intese. Ieri abbiamo assistito allo strappo di alcuni senatori del Pd" che hanno eletto Rosy Bindi presidente dell'Antimafia "senza che fosse stato concordato nella maggioranza. Oggi è arrivata la risposta inaccettabile di alcuni senatori del Pdl che evidentemente mirano a minare uno dei due pilastri su cui poggia il governo ovvero le riforme. Formigono non ritiene che si sia trattato semplicemente di un 'avvertimento' al ministro Gaetano Quagliariello, colomba Pdl: "Non credo che l'obiettivo fosse limitato, per così dire, al ministro. Se non fosse passata la costituzione del Comitato dei 42, sarebbe caduto il governo. Questo era l'obiettivo".