Roma, 13 dic. (Adnkronos) - C'e' un piano preciso, studiato a tavolino, per farmi fuori. Un vero e proprio colo di Stato. Anche ieri sera, a cena con alcuni senatori di Fi a palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi sarebbe tornato a parlare della tenaglia politico-giudiziaria ordita dalla sinistra e da Md, che, a suo avviso, con la sponda del Quirinale, lo avrebbe portato prima a dimettersi da palazzo Chigi (cedendo il testimone a Mario Monti) e poi a essere cacciato dal Parlamento, tramite il voto sulla decadenza dopo la condanna per il caso Mediaset. Io sono assolutamente innocente, questa sentenza e' solo una montatura contro di me, ma non ho paura di nessuno, avrebbe ribadito il Cav,riferiscono alcuni parlamentari azzurri presenti all' incontro. In particolare, il leader di Fi avrebbe ripercorso i dettagli di quei giorni caldissimi, forte anche delle rivelazioni dell'ex primo ministro spagnolo Luis Zapatero nel suo ultimo libro, sottolineando che il Colle, d'intesa con le principali cancellerie internazionali, in testa quella della Merkel e di Sarkozy, abbia stilato una sorta di cronoprogramma per farlo cadere, spaventate anche per la crisi irrefrenabile dell'euro. Per Berlusconi il Quirinale avrebbe avuto un ruolo determinante nella vicenda che poi ha condotto alle sue dimissioni nel novembre 2011. Citando ancora una volta Zapaterno, il leader Fi avrebbe spiegato che Spagna e Italia subirono forti pressioni dalla Germania e la Francia ad accettare gli aiuti del Fondo monetario internazionale. Io non mi faro' mai da parte, continuero' a combattere la mia battaglia per la liberta', avrebbe assicurato ai senatori.