Treviso, 23 lug. (Adnkronos) - "Fermiamo il ministro Graziano Delrio prima che getti l'Italia nel caos!". Questo l'appello del presidente dell'Upi Veneto, Leonardo Muraro. "In questi giorni il Governo ancora una volta sta dimostrando di accelerare senza criterio per quanto riguarda il riordino dell'architettura statale, e ancora una volta senza coinvolgere gli enti locali. Come sempre assistiamo ad una mancanza di concretezza che sconcerta - stigmatizza Muraro- il Governo avvia un iter parlamentare ordinario mentre e' in corso il cammino di riforma costituzionale. In tale disegno di legge non si parla di come gestire i bilanci e finanziare le funzioni. Chi fara' cosa e con che fondi le fara'". "Rischiamo un caos istituzionale e mettiamo a repentaglio l'erogazione dei servizi alle persone come le scuole, la viabilita'- polemizza - Ancora una volta mi appello al Veneto istituzionale: anticipiamo noi le mosse! Non perdiamoci nelle chiacchere estive, ma troviamoci per discutere su come muoverci", E aggiunge Muraro "nel nuovo disegno di legge, che il ministro Delrio ha annunciato di voler presentare venerdi' prossimo in Consiglio dei Ministri, non vi e' traccia di condivisione con gli enti locali sui contenuti del disegno di legge. Getta, come se fossero sassi in una pozza d'acqua, modifiche che andranno ad incidere pesantemente nel nostro futuro istituzionale. Infatti, parla con estrema no chalance di trasformazione delle Province in ente di secondo grado, parla di istituzione della citta' metropolitana gia' a partire da gennaio 2014". "Come pensa di avviare una riforma di tale portata in soli 5 mesi? Si crea un'enorme disparita' territoriale fra le aree del Paese destinare ad essere trasformate in citta' metropolitane e le altre zone- continua Muraro- La stessa relazione tecnica al disegno di legge afferma che 'non si ravvisano nuovi o maggiori oneri dalla riforme delle Province' Tradotto: nessun risparmio! Allora perche' insistere con una riforma affrettato e non coordinata? Come Province stiamo elaborando una proposta organica che riguarda tutti i livelli di governo della Repubblica". "Auspichiamo maggiore ascolto e la leale collaborazione istituzionale auspicata dalla stessa Corte costituzionale nelle recente sentenza", conclude Muraro.