Roma, 28 lug. (Adnkronos) - "Il fatto che un Paese appartenente all'Occidente democratico come l'Italia trattenga il fiato in attesa di cio' che avverra'il 30 luglio per il processo in Cassazione riguardante il leader del centrodestra Silvio Berlusconi la dice lunga su quale situazione catastrofica puo' portare un prolungato (dal 1992) uso politico della giustizia". Lo dice Fabrizio Cicchitto. "Non e'in questione infatti una vicenda penale privata di Silvio Berlusconi. Quando un leader politico dal momento in cui e' sceso in campo e' diventato oggetto di oltre 30 procedimenti giudiziari le alternative sono due: o ci troviamo di fronte a un serial killer o ci si trova di fronte ad un gravissimo, prolungato,sistematico uso politico della giustizia che ha stravolto e tuttora travolge la normalita' della vita politica italiana", dice ancora l'esponente del Pdl. "La sinistra nel suo complesso si e' assunta in questi anni una gravissima responsabilita' perche', subaterna, o ricattata o complice, non ha diviso le sue responsabilita' da quelle del partito dei giudici. Ci auguriamo che il 30 luglio la Cassazione prenda insieme decisioni giuste e ragionevoli -prosegue Cicchitto-. Nel caso in cui invece Berlusconi venga condannato, sara' lui a decidere quello che faremo sul piano del governo e su altri piani e seguira' queste scelte anche chi, come il sottoscritto, continua a ritenere che questo governo e' una sorta di ultima spiaggia per quello che riguarda la tenuta democratica del Paese. Infatti e' giusto, a mio avviso, discutere liberamente di tutto e di tutti, ma c'e' un limite invalicabile quando un leader politico, proprio nella sua qualita' di personalita' politica, viene privato della liberta' e dei diritti politici".