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Colle, Vendola: "Su Prodi veti inaccettabili"

domenica 14 aprile 2013

2' di lettura

Roma, 14 apr. (Adnkronos/Ign) - "Non vorrei mettere in imbarazzo Prodi che non ha bisogno di avvocati difensori, essendo un nome talmente autorevole anche sul piano internazione, ma in questa fase indicare un nome equivarrebbe a bruciarlo. Tuttavia trovo intollerabile che si possa immaginare l'esclusione di Romano Prodi". Lo ha affermato il presidente di Sel, Nichi Vendola, ospite de "In mezzora" su Raitre, in materia di candidabili per il Quirinale. In vista delle votazioni per l'elezione del capo dello stato che cominceranno da giovedì, Vendola esorta ad utilizzare il metodo Boldrini-Grasso. "Il 'metodo Boldrini-Grasso' e' una risorsa anche per il presidente della Repubblica. Conta soprattutto l'identikit del prossimo inquilino del Quirinale. Quando dico che dovra' essere il costode della Costituzione, non faccio un richiamo formale, ma affermo una cosa precisa. In Italia ci sono parti della politica che hanno bombardato i principi della Costituzione. Credo che il presidente della Repubblica non debba essere il garante delle nomenklature, delle lobby e di quella classe dirigente che chiede impunita'. Penso che il nuovo capo dello Stato -continua Vendola- debba essere il garante della speranza di cambiamento che c'e' oggi in Italia". Le parole di Vendola non piacciono però al Pdl. "Altro che presidente di pace. Quella di Vendola e' una dichiarazione di guerra a noi e al paese - afferma Anna Maria Bernini, senatrice e portavoce vicario del Pdl -. Dire 'metodo Boldrini' per il Colle significa che la sinistra, dopo aver occupato militarmente le presidenze di Camera e Senato, vuole occupare pure il Quirinale". "Noi abbiamo proposto una figura di garanzia e un governo di responsabilita' nazionale per dare a un paese smarrito e sbigottito dai caparbi traccheggiamenti di Bersani risposte rapide e efficaci soluzioni anticrisi e procrescita. Se il Pd si attesta sulla linea di Vendola, come accaduto finora, si assumera' la responsabilita" di un inaudito atto di violenza -aggiunge Bernini- verso la democrazia, cui i moderati reagiranno con ogni mezzo nel parlamento e nel paese". Ma c'è anche la possibilità che al Quirinale vada una donna. Ipotesi che piacerebbe al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: "Sarebbe una straordinaria novità". "Sono sempre convinta -aggiunge il leader della Cgil- che le donne hanno una marcia in piu', una capacita' di essere concrete e con i piedi per terra nel vedere i problemi e nell'immaginare delle soluzioni. Penso che uno dei problemi dell'Italia e' la troppo grande esclusione delle donne dai ruoli dirigenziali e politici".

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