Roma, 19 lug. - (Adnkronos) - "Siamo insieme in quest'aula a ricordare e onorare, nel suo 21° anniversario, il tragico attentato di via d'Amelio nel quale furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli uomini di scorta della polizia di stato Agostino Catalano, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli. Il mio pensiero, e sono certo il pensiero di tutti i presenti, va alle famiglie degli uomini e delle donne uccisi da quell'esplosione". Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, aprendo i lavori di palazzo Madama, che al termine dell'intervento di Grasso ha osservato un minuto di silenzio. "Un pensiero particolare -ha detto- voglio rivolgere ai familiari tutti ma soprattutto ai figli di Paolo Borsellino, che poche settimane fa hanno perso la madre Agnese: una donna che per venti anni ha messo ogni sua forza nel cercare e nel difendere la verita' sulla vita e sulla morte del marito Paolo". Grasso ha rievocato quei giorni tragici dell'attentato: "Erano trascorsi poco meno di due mesi dalla morte di Falcone e l'Italia perdeva nuovamente un valoroso magistrato, un fedele servitore dello Stato. Paolo Borsellino ha sacrificato la sua vita perche' la nostra fosse migliore; ha vissuto e lavorato per la giustizia, considerandola non solo una professione, ma prima di tutto una missione". La seconda carica dello Stato ha voluto quindi ricordare "l'uomo che ho avuto il privilegio di conoscere e di apprezzare nelle sue qualita' piu' intime e personali. Ricordo benissimo l'anno in cui conobbi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: era il 1979. Ero stato chiamato a collaborare al maxiprocesso e mi sentii onorato e emozionato, perche' sapevo che da loro avrei imparato tanto". Grasso ha sottolineato che "il lavoro di Falcone e Borsellino ebbe il grande merito di creare una rivoluzione culturale, di smuovere gli animi e le coscienze di tutti coloro che non erano piu' disposti ad accettare passivamente la presenza della mafia. I cittadini iniziarono a capire che era necessario andare avanti nella lotta alla mafia, senza fermarsi di fronte alle intimidazioni e alle paure". (segue)