Roma, 29 set. (Adnkronos) - "Letta e' una grande delusione. E' un politico modesto che, pur sapendo di essere diventato premier soltanto grazie all'autorizzazione di Berlusconi, ha per lui avuto solo parole sprezzanti". E' il giudizio espresso sul "Corriere della Sera" da Sandro Bondi nei riguardi del presidente del Consiglio, dopo la formale apertura della crisi di governo con le dimissioni dei ministri Pdl. Letta non si arrende e vuole una verifica in Parlamento. "Benissimo -commenta il senatore Pdl- prima chiariamo tutto, meglio e'". Nel partito e al governo, assicura Bondi, il Pdl ha una sola linea, senza divisioni. "Ma no... no... anche se sono mesi che raccontate di 'falchi' e 'colombe', la verita' e' che qui c'e' in ballo la nostra storia. Sa cosa ha detto l'altra sera a cena Alfano? Ha detto che si', certo, le cose che facciamo sono cose forti,ma noi le facciamo perche' vogliamo bene a Berlusconi. Mi creda, davvero: questa e' una vicenda dove la politica si intreccia con la riconoscenza, l'affetto con la condivisone di valori". "Come lei sa, io sono stato comunista: ebbene, posso assicurarle che e' come se Enrico Berlinguer fosse stato perseguitato dai giudici. Come avrebbero reagito milioni di comunisti?". Un paragone, conclude il coordinatore del partito, che puo' sembrare inaccettabile solo a chi e' fuori dal Pdl. "Inaccettabile, forse, per chi non conosce la nostra storia. Comunque, una cosa a questo punto e' certa: non faremo la fine della Dc e del Psi. No, proprio no. Il Pdl non si suicidera'".