(Adnkronos) - Cosi' arriva anche la proposta per la tutela e la valorizzazione del dialetto romagnolo, varianti comprese, perche' il romagnolo non e' un dialetto 'semplice'. Scriveva il linguista austriaco Friederich Schurr che esistono un'infinita' di parlate romagnole, eredi delle lingue neolatine o degli idiomi di Celti, Germani e Franchi. Un patrimonio identitario e culturale, sostiene la Lega, che non puo' andare perduto o rimanere sottotraccia, sottolinea Pini. L'idea e' quella di insegnare a scuola il romagnolo; di prevedere le sedute del Consiglio comunale in 'lingua'; di autorizzare cartelli stradali e insegne bilingue (italiano e romagnolo); di permettere pubblicazioni, programmi radiotelevisivi, rappresentazioni teatrali, opere cinematografiche, rievocazioni storiche e feste popolari in dialetto. Insomma, la 'lingua' romagnola va "rivitalizzata", facendola riemergere da quel "sottobosco culturale in cui la cultura ufficiale nazionalista e fascista prima, e nazionalista e antidemocratica ora, l'hanno relegata", attacca Pini. In una Romagna autonoma non potrebbe mancare un autonomo polo universitario. Sul territorio esistono gia' le sedi decentrate di Forli', Ravenna, Cesena e Rimini, 'appendici' dell'Universita' di Bologna secondo un atto governativo del 1997. "Ora -dice Pini- queste sedi vanno trasformate in atenei di serie A, libere di autogovernarsi ed attuare politiche indipendenti per l'offerta formativa". Costo dell'operazione, 30 milioni di euro in tre anni. (segue)