(Adnkronos) - Se la proposta Pini suscitera' anche in questa legislatura reazioni da parte di chi non vuole eliminare il trattino tra le parole Emilia e Romagna, di sicuro trovera', ancora una volta, il plauso del Mar, il Movimento per l'Autonomia della Romagna, nato nel 1990 e, da allora, impegnato nella 'mission' per il distacco dall'Emilia. Nel luglio scorso, il Mar ha persino scritto ai saggi nominati da Giorgio Napolitano per istruire il percorso delle riforme istituzionali, sollevando il problema del referendum "espressamente previsto dall'articolo 132 della nostra Carta costituzionale", per consentire "ai romagnoli e solo a loro di scegliere come e da chi essere amministrati. Mentre -scriveva il Mar ai saggi- a parole, tutti si riempiono la bocca di democrazia, questo sacrosanto diritto ci e' stato negato.Non chiediamo il regalo della Regione Romagna; chiediamo solo che agli elettori di questa terra venga messa in mano una scheda referendaria, per esercitare il loro diritto di scelta". Il Movimento ci tiene a far sapere di volersi "distinguere nettamente dai partiti politici e dalle Leghe", dei quali, tuttavia, "riconosce l'insostituibile funzione". Gli autonomisti romagnoli vogliono una Regione Romagna "moralmente pulita, efficiente e non inquinata da campanilismi interni ed esterni", "attivamente partecipe dell'unita' europea" e "favorevole ad ogni responsabile accentuazione dell'autonomia regionale e locale", ma che "non metta pero' in discussione l'unita' nazionale".