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Dl emergenze, governo pone la fiducia. M5S contro Franceschini. Lui: basta insulti

domenica 23 giugno 2013

2' di lettura

Roma, 20 giu. (Adnkronos/Ign) - Il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sul dl emergenze ambientali. Lo annuncia in aula il ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. "Di fronte alle emergenze e alle urgenze" del Paese - il testo in esame contempla emergenze come quelle di Piombino, L'Aquila, Emilia, risarcimento sul porto di Genova e ai comuni per la Tav- "tutte le tattiche e convenienze si devono fermare", dice Franceschini rivolgendosi ai deputati del Movimento 5 Stelle. "Le tattiche parlamentari non le conosciamo bene noi, ma altri qui dentro", replica Il vice capogruppo alla Camera del M5S, Alessio Mattia Villarosa. "Potete dire quello che volete - aggiunge - ma i cittadini dell'Emilia sanno benissimo quanto teniamo a loro: noi abbiamo donato 400mila euro". Non solo in Aula, ma anche su Twitter e Facebook si fanno sentire le accuse dei 5 stelle: la fiducia posta sul dl emergenze è la "supercazzola del ministro Franceschini!". "Il governo anziché ascoltare le richieste del Parlamento e del M5S - tuona Manlio Di Stefano - chiede la fiducia. Vergogna". Anche per Alessandro Di Battista "Franceschini in aula sta facendo un discorso alla 'supercazzola' dicendo che il governo mai avrebbe voluto mettere la fiducia e invece mettono la fiducia. Sel, l'opposizione finta che vuole ridare al Parlamento centralità - accusa Di Battista - ha chiesto, privatamente, il voto di fiducia al governo! Vergogna! Basta ricatti, vogliamo che sia il Parlamento a legiferare". Non solo. I grillini indicono una conferenza stampa per lamentare la fiducia sul dl emergenze. La deputata M5S Claudia Mannino lancia una provocazione: "Se davvero il governo non vuole ricorrere sempre allo strumento della fiducia, allora potremmo diminuire i costi della politica abolendo il ministero di Franceschini". Secondo Riccardo Nuti il governo "oggi avrebbe dovuto dimostrare umiltà e correttezza dicendo: 'abbiamo sbagliato'". Al contrario, sottolinea il capogruppo del M5S alla Camera, "abbiamo assistito a un ricatto morale sui terremotati contro di noi. Tra l'altro, tra i nostri emendamenti ce n'era uno che prevedeva fondi per il terremoto in Abruzzo tassando le rendite finanziarie". Si difende dalla pioggia di accuse Franceschini che in serata sbotta: "Solo per aver spiegato in aula le ragioni per cui il governo è stato costretto a porre la fiducia sul decreto terremoto, sono stato accusato da diversi deputati del M5S di essere nell'ordine: uno sciacallo, un avvoltoio, un furetto da salotto, un furbetto del parlamentino nonché di utilizzare i terremotati per coprire norme a favore di fantomatici amici. Mi chiedo soltanto perché non si può affrontare una semplice diversità di opinioni o anche un normale e sano scontro parlamentare senza ricorrere agli insulti".

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