(Adnkronos) - Vendola ha evidenziato che nella vicenda Ilva "abbiamo avuto contro uno dei gruppi industriali e finanziari piu' rilevanti d'Europa. La mia amministrazione e' nelle condizioni di rispondere punto per punto agli interrogativi che pone e porra' la magistratura". Poi ha sottolineato che "all'inizio fu facile costruire con tutta la citta' una relazione vitale e feconda: istituzioni, movimenti, popolo tarantino si ritrovarono insieme nella mobilitazione delle coscienze. E fu la guerra alla diossina. Subito dopo pero', a vittoria guadagnata, nacquero i sospetti, ci fu chi a Taranto - ha affermato Vendola - comincio' a teorizzare che abbassare i limiti emissivi non aveva alcun significato. Ci fu chi disse che ambientalizzare Ilva era l'inganno piu' grande. La fabbrica andava chiusa, occorreva su questo fare un referendum". La presa di posizione contro la chiusura della fabbrica "e diventata, per molteplici ma convergenti ragioni, la calamita di tutte le polemiche - ha concluso Vendola - Il mio unico reato e' stato questo: aver difeso il lavoro, senza mai ammorbidire la mia ambizione ecologista".