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Napolitano: Fi insorge e Romani avverte 'se non e' colpo Stato cosa e' stato?'

domenica 22 dicembre 2013

2' di lettura

Roma, 16 dic. (Adnkronos) - Forza Italia insorge contro il Colle e fa quadrato attorno al suo leader, Silvio Berlusconi. Ai vertici azzurri non e' affatto piaciuto il passaggio sul voto di decadenza che Giorgio Napolitano ha dedicato al Cavaliere durante il suo intervento alla cerimonia per lo scambio di auguri natalizi ("Non ignoro l'effetto traumatico che ha avuto sul quadro politico la sentenza di condanna definitiva pronunciata dalla Cassazione", ma "questo non autorizza ad evocare immaginari colpi di Stato"). Il primo a far sentire la sua voce e' il capogruppo al Senato, Paolo Romani, che a margine della cerimonia, nella sala dei Corazzieri, avverte: "Rispondo al capo dello Stato con i concetti espressi nel mio intervento in Aula al Senato, durante il dibattito sulla fiducia al governo Letta. Allora ripercorsi la storia giudiziaria degli ultimi vent'anni, ricordanto quattro episodi eclatanti. Il primo: nel '92 con Tangentopoli c'e' stata la distruzione selettiva del pentapartito. Nel '94, l'anno del noto avviso di garanzia a Napoli, la magistratura e il capo dello Stato fecero sostituire il primo governo Berlusconi con un esecutivo tecnico, quello Dini, non votato da nessuno e quindi privo di legittimazione popolare". "Terzo episodio: nel 2011, ancora una volta il governo Berlusconi, legittimamente eletto dai cittadini -si sfoga l'esponente azzurro- e' stato costretto a dimettersi a favore di un esecutivo tecnico, guidato da Mario Monti, per poi arrivare al 27 novembre scorso, giorno del voto di decadenza dal Senato di Berlusconi, che, per effetto di una sentenza ingiusta e inaudita della Cassazione, e' stato costretto a lasciare il Parlamento. La domanda che io faccio a questo punto e': come volete chiamare tutto questo se non vi piace la definizione colpo di Stato?", si chiede Romani.

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