Bari, 19 dic. (Adnkronos) - "Lo Stato difende le macchinette mangiasoldi? Noi ribadiamo il valore dalla nostra legge contro il gioco patologico e siamo orgogliosi di averla approvata". Il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna commenta con disappunto l'approvazione in Senato di un emendamento 'salva slot', al cosiddetto decreto Salva Roma (misure finanziarie per gli enti locali). "La norma - sostiene Introna - penalizza le regioni e i comuni che adottano decisioni contro il gioco d'azzardo, prevedendo tagli ai trasferimenti statali fin quando le leggi e i regolamenti sgraditi non saranno ritirati. Non possiamo concepire - aggiunge - che per mantenere gli introiti erariali sulle macchinette non ci si debba preoccupare delle devastazioni sociali provocate dal vizio del gioco, quando non viene sottoposto a severi controlli e limitazioni. Lo Stato puo' anche difendere le autorizzazioni al gioco d'azzardo, per continuare a garantirsi i proventi assicurati alle casse pubbliche, a danno pero' dei cittadini affetti dalla pulsione per il gioco. Ma deve garantire ai cittadini - sottolinea Introna - costanza e correttezza dei controlli e rassicurare quanti, come i familiari e le mamme, hanno il diritto di preoccuparsi della diffusione di un vizio compulsivo tra i soggetti piu' deboli e chiedono rassicurazioni alle Istituzioni". Solo ad una condizione, peraltro, secondo Introna, la Regione Puglia potrebbe prendere eventualmente in considerazione il ritiro delle proprie norme di civilta'. "A patto che gli introiti erariali delle slot machine - argomenta - vengano trasferiti al bilancio regionale della sanita', per terapie finalizzate alla cura delle patologie da gioco d'azzardo". Il presidente del Consiglio regionale della Puglia conclude con un appello all'arcivescovo di Bari monsignor Cacucci e al cardinale Bagasco. "Sono costretto io, questa volta a chiedere il loro autorevole e tempestivo intervento, per stigmatizzare e sconfiggere questo scandaloso provvedimento da Stato biscazziere", dice.