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Alfano da Berlusconi: "Basta critiche, mettiamo ordine nel partito"

di Michele Chicco domenica 20 ottobre 2013

Da sinistra, Angelino Alfano, Silvio Berlusconi e Daniela Santanchè

2' di lettura

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano si incontrano a Palazzo Grazioli. Una colazione di lavoro che rischia di essere indigesta per i commensali: attorno al tavolo i due discuteranno tre questioni delicate che possono incidere sul futuro del governo, del partito e del senator Berlusconi. Alfano è arrabbiato con i lealisti del Pdl per le continue critiche alla legge di stabilità appena approvata e coglie l'occasione per tornare alla carica: "Bisogna mettere ordine nel partito" dice a Silvio che, però, non vuole cedere alle imposizioni delle colombe. Il clima è ancora teso in casa azzurra e Berlusconi è sempre di più nel mezzo di una guerra accesa. Ieri un altro pranzo avrebbe dovuto stemperare i toni, ma niente.  Alfano/Santanché - Il bivio che Berlusconi ha avanti a sé è lo stesso di sempre: Daniela, da un lato, e Angelino, dall'altro. Il Cavaliere, ora, deve scegliere: ha provato a prendere tempo, ha resistito alla avances ma adesso deve fare una scelta di campo. La Santanché continua a bombardare il governo e lo accusa di aver fatto una legge di stabilità con troppe tasse. I falchi scalpitano per far cadere l'esecutivo, anche se in realtà nel mirino della pitonessa non c'è Enrico Letta, ma Alfano: far prevalere la linea lealista e andare al voto a marzo aprirebbe le porte ad una nuova campagna elettorale, certo, ma soprattutto limiterebbe il potere delle colombe all'interno del partito. I lealisti, insomma, provano a far pressione su Silvio: "Ti faranno decadere, attento. Facciamo cadere noi Letta e andiamo al voto subito". Il Cav è affascinato da questa ipotesi, ma ha paura. A breve, è vero, potrebbe decadere, ma far saltare l'accordo di governo potrebbe condannare, per sempre, il Pdl ai margini della politica. Spiraglio - Sulla decadenza, poi, proprio ieri si è aperto uno spiraglio. Renato Brunetta (falco doc) e Alfano sono andati a pranzo da Silvio ed hanno proposto una via di fuga concreta: "Sosteniamo Letta così Napolitano ripensa alla grazia", hanno detto. Berlusconi ci ha pensato tutto il giorno ed è per questo che il progetto-Santanché è rimasto per ora nel cassetto. Oggi Alfano, probabilmente accompagnato dagli altri ministri, proverà ad incassare il successo: se Berlusconi dovesse confermare il sostegno a Letta tutti potrebbero guadagnare qualcosa. Alfano sarebbe rafforzato all'interno del partito, Letta in parlamento e Berlusconi avrebbe una speranza in più grazie a Napolitano. Bisognerà però aspettare perché non è detto che a Palazzo Grazioli non salga qualche falco subito dopo pranzo. Potrebbe portare con sé l'Amaro del Capo. 

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