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Pd, Epifani avverte: "Pronti a reagire alle minacce di Berlusconi"

domenica 9 giugno 2013

2' di lettura

Roma, 4 giu. (Adnkronos) -"In un contesto così difficile in Italia dobbiamo fare i conti dal punto di vista politico con le posizioni di Silvio Berlusconi: stabilità e minacce nel rapporto con il governo; le sentenze attese; il problema dell’affidabilità nel rapporto tra problemi personali e interessi del paese, sospesi tra due sentenze: quella della Corte costituzionale e quella della Corte di Cassazione". Lo dice Guglielmo Epifani alla Direzione del Pd. "Noi intendiamo sollecitare le risposte giuste per l’ammodernamento del Paese e del suo sistema istituzionale, ma dobbiamo essere pronti a tutto se dovesse prevalere negli altri la decisione di far saltare il tavolo", sottolinea il segretario del Pd. "Letta si è mosso bene" e "il sostegno a Enrico Letta e al governo è pieno e leale". Poi Epifani ha indicato le "le priorità nell’azione del governo" per il Pd: "Salvaguardare il lavoro e la continuità produttiva di un insediamento industriale fondamentale per il Paese, e nello stesso tempo la salute dei cittadini nel caso Ilva. Puntare a non far scattare l’aumento dell’Iva previsto per luglio, perché graverebbe sui più deboli, pesando sui consumi e sulla domanda interna. Rivedere la tassazione sulla casa, anche in questo caso guardando alle fasce meno abbienti". Epifani, tra l'altro ha sottolineato: "In un contesto così difficile in Italia dobbiamo fare i conti dal punto di vista politico con le posizioni di Silvio Berlusconi: stabilità e minacce nel rapporto con il governo; le sentenze attese; il problema dell’affidabilità nel rapporto tra problemi personali e interessi del paese, sospesi tra due sentenze: quella della Corte costituzionale e quella della Corte di Cassazione". "Governo e presidente della Repubblica devono essere lasciati fuori dalla mischia" nel dibattito sulle riforme. Lo ha detto Guglielmo Epifani, nella sua relazione alla Direzione del Pd."Bisogna valutare con attenzione le scelte e alternative, non piantare muri: delle due ipotesi, una è più naturale e semplice, l’altra è più innovativa e complessa, ma entrambe sono democratiche, se risolte in un contesto di pesi e di equilibri", ha spiegato il segretario democratico anticipando: "Noi ne discuteremo in un seminario, nella Direzione, e poi con il coinvolgimento degli iscritti".Epifani ha tra l'altro sollecitato: "Fermiamoci un attimo, senza cadere in una spirale che non ci porterebbe a fare le riforme o a non farle al meglio. Se ne deve discutere seriamente nelle sedi competenti, con gli argomenti giusti, con i tempi giusti e nell’ordine giusto. Non diventiamo tifosi. Al primo posto, il superamento del bicameralismo. Al secondo la riforma del Titolo V della Costituzione, nella difesa del ruolo delle Regioni. Al terzo, la forma governo e la legge elettorale".

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