Roma, 17 apr. - (Adnkronos) - Quella di dimettersi dal Senato e' una decisione dettata da "ragioni personali" e "maturata nella massima liberta' e autonomia e anzi le fantastiche persone che fanno parte del mio gruppo hanno tentato di convincermi a restare dimostrandomi affetto e comprensione". Lo ha detto Giovanna Mangili (M5S) spiegando in aula le ragioni per cui ha ribadito la richiesta gia' presentata, auspicando un voto favorevole "per porre fine al tortuoso percorso ad ostacoli che mi vede protagonista". Mentre Mangili leggeva il testo del suo intervento, accanto a lei, e come lei in piedi, il capogruppo M5S Vito Crimi che poteva dare l'impressione di volerla sostenere in un momento emotivamente intenso ma che ad altri nell'emiciclo ha suggerito piuttosto l'immagine di un 'controllo di conformita" tra quanto scritto e quanto veniva letto. Maurizio Gasparri (Pdl), nell'intervento con cui annunciava il voto contrario del gruppo, si e' chiesto se fosse lei l'autrice del testo o se gliel'avesse scritto qualcun altro e ha parlato di "scena inquietante da autocritica di altri tempi", con evidente allusione ai processi staliniani. Crimi per questo, nel suo intervento, si e' detto "costernato dalla crudelta' nei confronti di una persona che fin dall'inizio ha rinunciato al mandato". Il capogruppo M5S, ha detto che chi la criticava non era abituato "a qualcuno che dice lascio il posto perche' non me la sento, c'e' un eccessivo attaccamento alle poltrone".