Trieste, 19 dic. - (Adnkronos) - "Se pensiamo che al termine di questa crisi tutto tornera' come prima, allora non abbiamo capito nulla. Dobbiamo invece porci seriamente il problema di che cosa la Regione non potra' piu' fare, dobbiamo mettere mano all'assetto istituzionale della Regione proprio per continuare a fornire le risposte ai cittadini e alla imprese". Con questo appello alla "responsabilita' della classe dirigente, al di la' delle spinte territoriali", il presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, ha concluso il suo intervento alla riunione promossa a Trieste dalla Cgil sul tema 'Per una legislazione costituente, le proposte della Cgil'. La manifestazione aperta da una relazione del segretario regionale della Cgil, Franco Belci, e conclusa dal segretario nazionale, Susanna Camusso, ha visto anche intervenire sul tema del futuro della Specialita' regionale, a 50 anni dall'approvazione dello Statuto di Autonomia (gennaio 1963), l'europarlamentare Debora Serracchiani. Tondo ha ricordato che specialita' del Friuli Venezia Giulia significa gestire con risorse proprie, ricavate dalla compartecipazione ai tributi riscossi sul territorio,Sanita', Enti locali e Trasporto pubblico locale, vale a dire le tre principali voci di spesa pubblica. A causa della crisi, le entrate nel bilancio regionale sono calate dal 2008 a oggi di un miliardo di euro, pari al 20 per cento del totale. Da qui nasce la necessita', secondo il presidente, di razionalizzare la spesa, "come farebbe qualsiasi famiglia", ha detto, con la decisione di diminuire il numero delle Aziende sanitarie, degli Erdisu e delle Ater, di ripensare l'assetto degli Enti locali, proprio per ridurre i livelli di burocrazia e recuperare le risorse per continuare a garantire i servizi. L'obiettivo principale deve essere, ha rilevato Tondo, "creare lavoro e ricchezza", nella consapevolezza che l'impiego pubblico non potra', da solo, garantire un'occupazione ai giovani. "Se non scegliamo - ha detto il presidente della Regione - alla fine saremo tutti piu' poveri e piu' deboli, se non scegliamo qualcun altro scegliera' per noi".