Roma, 23 dic. - (Ign) - Tra le prime reazioni alle parole del presidente del Consiglio Mario Monti nella lunga conferenza di fine anno, quella del segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Sono state parole serie e in qualche caso puntigliose", afferma il leader Pd riferendosi al discorso del Professore. "Rispondo ai suoi ringraziamenti con i miei ringraziamenti per il contributo che ha dato all'Italia guidandola fuori da un rischio di precipizio", aggiunge. "Lo abbiamo sostenuto con lealtà e coerenza anche nei momenti e nelle condizioni più difficili. Non abbiamo ragione di pentircene. Tuttavia la crisi c'è ancora e anzi è davanti alla sua fase socialmente più acuta. Forse è questo quello che è mancato di più nelle parole, pur apprezzabili, del presidente del Consiglio -dice ancora il candidato premier del centrosinistra-. Adesso bisogna preservare quel che si è fatto di buono e fare quello che non si è fatto fin qui. Ci vuole più cambiamento, ci vuole più equità, ci vuole più lavoro. Dunque serve una maggioranza politica non più 'strana' ma vera e coerente, saldamente europeista e saldamente riformatrice". "Quanto ai temi di merito indicati da Monti, ci stiamo lavorando da anni con proposte precise in vista di una riscossa italiana fondata su moralità e lavoro. Ascolteremo dunque con grande attenzione e rispetto le proposte di Monti sia laddove coincideranno con le nostre, sia laddove se ne allontaneranno. Quanto alle prospettive politiche, già da domani la parola passerà agli italiani", sottolinea Bersani. Chiude la porta al Professore il segretario Pdl Angelino Alfano. Dopo le parole di Monti "è preclusa ogni ipotesi di collaborazione. Si è candidato a collaborare con la sinistra" e lo ha fatto con un dire "ambiguo, da vecchio politico", dice Alfano a 'L'Intervista' di SkyTg24 aggiungendo di non temerlo come competitor. "Un centrino nascente è un competitor di secondo momento", sostiene il segretario Pdl, "il nostro competitor è la sinistra, chi la vuole aiutare, fa da stampella". Poi: Monti "è particolarmente affezionato all'Imu, ma io ribadisco che il nostro primo impegno sarà quello di togliere l'Imu sulla prima casa". Contrapposte le opinioni di Altero Matteoli (Pdl) e Franco Frattini (Pdl). Secondo i primo "Monti è stato molto equivoco sulle sue intenzioni politiche future, molto chiaro invece sulla sua contrapposizione a Berlusconi e al Pdl". Mentre il secondo esprime "grande apprezzamento per l'attività ed i risultati del governo Monti. Resto certo che il premier sarà sicuro protagonista della scena istituzionale anche in futuro. Sosterrò i punti dell'Agenda Italia". Dal centro, mentre è attesa nelle prossime ore la reazione di Pier Ferdinando Casini, arriva il plauso di Gianfranco Fini: "L'agenda liberale e riformatrice di Monti -afferma- va convintamente sostenuta senza riserve mentali, personalismi o interessi di parte, perché rappresenta l'unica alternativa possibile alla riedizione dello scontro tra la sinistra di Bersani e Vendola e il populismo antieuropeo di Berlusconi". "Condividiamo dalla prima all'ultima parola -assicura Lelio Alfonso, portavoce di Italia futura- di quanto detto dal presidente Monti, sia nei contenuti sia nella forma. E' il discorso di un grande leader politico e di uno statista internazionale. Ribadiamo la nostra disponibilità a sostenere con orgoglio l'agenda del presidente Monti". Duro il commento di Roberto Maroni (Lega) in un tweet: "Famiglie in crisi, crescita sottozero ed economia sempre peggio, ma utilli delle banche in netta crescita. Grazie Monti". Poi in un altro post: "Monti vuole mantenere l'Imu e continuare a tartassare imprese e famiglie del Nord. Mai con Monti, mai con la sua agenda da pompe funebri". E Antonio Di Pietro (Idv) commenta: "Ribadiamo la nostra ferma posizione: ci proponiamo come costruttori di un governo che abbia un programma alternativo all'agenda Monti. Comunque il presidente del Consiglio dimissionario deve smetterla con questo tira e molla sul suo impegno diretto, questo tenere sulla corda la politica denota la sua paura del voto dei cittadini. Quest'indecisione mette in crisi anche i mercati. Infatti gli investitori internazionali vanno dove c'è coerenza, sburocratizzazione e vera battaglia all'illegalità e all'economia sommersa. Scenda dal piedistallo, si metta in gioco, si sporchi le mani e non aspetti la solita investitura dall'alto". Per Susanna Camusso (Cgil), infine, considera interessante la conferenza di Monti "in particolare quando ha affrontato il tema del populismo e gli effetti che produce, il grande problema fiscale e dell'evasione e che non bisogna tornare al passato su questo. C'era però - insiste in un'intervista a Sky Tg 24 - un grande assente il Paese, e cioè le migliaia di lavoratori che sono ancora esodati e non hanno ancora una risposta, il problema della disoccupazione e dei tanti cassintegrati e delle tante famiglie che si sono impoverite. Avrei gradito un cenno di riferimento e di attenzione a quella parte del Paese che ha pagato prezzi pesantissimi in questo periodo di risanamento"..