Roma, 16 ott. (Adnkronos) - "Da giovane ricordo il grande fermento riformatore e innovatore della Dc, che produsse anche in Sicilia importanti scelte come liste pulite per le regionali e l'allontanamento di Vito Ciancimino. Scelte coraggiose che hanno riguardato anche l'innovazione nella classe dirigente, l'apertura al contributo di mondi che non appartenevano alla Democrazia Cristiana". Angelino Alfano partecipa alla conferenza stampa di presentazione a Montecitorio del nuovo libro di Ciriaco De Mita. Ad ascoltarlo Massimo D'Alema, Pier Ferdinando Casini e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Il segretario del Pdl ricorda gli anni giovanili in Sicilia e la prima esperienza politica, grazie a De Mita. "A De Mita -dice- raccontai un episodio privato che ha condizionato la mia giovienzza. All'eta' di 15 anni mi rinchiusi per tutta l'estate nella libreria della mia citta' a leggere. In particolare, mi colpi' l'intervista a De Mita di Arrigo Levi, che raccontava la storia di un ragazzo di Nusco, figlio di un sarto, che grazie e una borsa di studio ando' a formarsi all'universita' del Sacro Cuore di Milano. Quell'accademia fu fucina di gruppi dirigenti cattolci. Finito il libro, andai da mio padre e gli comunicai la mia decisione irrevocabile di studiare a Milano e di iscrivermi alla Facolta' di Giurisprudenza.... Dico questo per manifestare la mia stima intellettuale per De Mita, che nasce da un'approfondimento di pensiero". Alfano si sofferma poi sulle "grandi scelte degli anni della Dc", a partire dal "ripensamento dei rapporti tra Stato e Regioni" e del welfare, "merito della prima Repubblica. Welfare che non ha prodotto solo il debito pubblico, visto che i cittadini italiani hanno trovato nella sanita' e nell'istruzione un modello universalistico, che ancora oggi molti paesi moderni cercano di imitare".