(Adnkronos) - Piu' netto Paolo Prodi che ha citato espressamente lo sfidante di Bersani: Matteo Renzi. "Non vorrei essere rappresentanto da Renzi" ha chiarito lo storico. "Con il suo virtuosismo mediatico ha sicuramente avuto il merito di costringere ad un'accelerazione su alcuni temi, ma io credo ci sia bisogno di una rappresentanza positiva contro ogni tipo di populismo" ha continuato. Puntando poi l'indice contro "il proliferale di Fondazioni di carattere personalistico" e contro "la confusione del ruolo dell'intellettuale con quello del politico che finisce con il vedere l'intellettuale privo della sua funzione critica e quindi al servizio del potere". Prodi ha citato anche la visita che Renzi fece all'allora premier Silvio Berlusconi in casa sua. "Non trovo che scandaloso che sia andato ad Arcore - ha precisato lo studioso - ma la cultura che questo rappresenta". Quanto al testo del manifesto, gli intellettuali spiegano le ragioni del loro sostegno a Bersani la cui candidatura, scrivono, "non divide il Pd, non lo snatura, non ne mette a repentaglio il ruolo centrale e al tempo stesso si rivolge anche ad un elettorato riformista e di centrosinistra nel quale molti di noi si riconoscono in un comune impegno per il rinnovamento della politica". (segue)