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Vendola: "Essere padre? Fatto culturale. Vorrei sposarmi nella mia terra"

domenica 16 settembre 2012

2' di lettura

Milano, 11 set. - (Adnkronos) - Essere genitori e' un fatto "culturale". E il vero padre "non lo definisce il seme". Lo afferma il presidente della Regione Puglia e di Sel Nichi Vendola, in un'intervista al settimanale Vanity Fair, in edicola da domani. Cosa pensa dell'adozione di bambini da parte di coppie gay?. "Gia' oggi - osserva Vendola - in Italia ci sono famiglie di nuovo tipo, che adottano bambini o fanno figli con la fecondazione assistita, ma dentro un percorso che le porta all'estero. Penso che la genitorialita' sia un fatto culturale e ho un approccio molto critico verso le culture di tipo biologistico. Il vero padre non lo definisce il seme, ma lo desumi dalla qualita' della relazione e dalla capacita' di crescere un bambino". Ricky Martin ha due bambini avuti da una mamma in affitto: pensa a una famiglia come la sua? "Mi pare - conclude Vendola - che Martin sia un padre meraviglioso. E che il suo coming out non sia stato solo un disvelamento del proprio orientamento sessuale, ma un ricominciamento della propria vita". Il presidente della Regione Puglia sogna intanto di sposarsi nella sua terra, con "i fiori d'arancio, il lancio dei confetti e anche dentro un rito fatto di parole impegnative". Alla Festa Democratica di Reggio Emilia Vendola ha ammesso di voler sposare Ed Testa, con cui vive da otto anni. C'e' una data di nozze fissata, magari in Canada, Paese di origine del suo compagno, dove le nozze gay sono legali dal 2005? "Nessuna data - risponde Vendola - ma mi piacerebbe farlo nella mia terra". A Milano il sindaco Pisapia ha istituito un registro delle unioni civili, dove vengono riconosciute le coppie di fatto. Non e' sufficiente? "E' il massimo che puo' fare. Non si puo' chiedere a un sindaco di cambiare il diritto di famiglia o la Costituzione, come invece si puo' fare in Parlamento, che lavora per tutti". Non puo' bastare una legge dello Stato che tuteli i diritti delle coppie di fatto? "E' anche bello - risponde Vendola - costruire un momento solenne di festa, di assunzione di responsabilita' di fronte alla propria comunita'. La ritualizzazione dei progetti d'amore appartiene alla storia della civilta'. I sogni d'amore si coronano con i fiori d'arancio, il lancio dei confetti e anche dentro un rito fatto di parole impegnative. Quelle dette sull'altare dal prete: 'Nella buona e nella cattiva sorte, finche' morte non vi separi'. Puo' essere bello o indifferente, ma deve essere per tutti. Omo o etero, ognuno deve decidere per quello che gli pare, ma deve avere lo stesso ventaglio di chance".

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