(Adnkronos) - "Intanto, qualche premessa. Primo: mio padre -scrive Marina Berlusconi- si occupa di politica, e con tutto il rispetto ha altro cui pensare che a un servizio fotografico. Secondo: la Mondadori, di cui sono presidente, e' una casa editrice che impiega nel modo migliore quella liberta' e autonomia che gli azionisti le hanno sempre doverosamente riconosciuto, e anche in questa occasione si e' limitata a fare il suo mestiere. Non entro poi nel merito della questione delle foto della duchessa di Cambridge. Mi rimetto a quanto hanno gia' dichiarato vari esponenti della casa editrice, al di la' del rispetto per i sentimenti di una giovane donna che sta scoprendo gli inevitabili risvolti della popolarita'". "Quello che mi interessa sottolineare -prosegue la lettera- e' l'assurdo ribaltamento della realta' cui arriva l'articolo della Repubblica, un giornale che nel suo furore ideologico da vent'anni cerca di cancellare mio padre dalla scena politica usando prevalentemente due armi: spiare dal buco della serratura, facendo strame della pur minima parvenza di privacy, ed evocare il fantasma del conflitto di interessi". "Oggi cosi' c'e' da non credere ai propri occhi leggendo come Merlo provi disinvoltamente -si legge ancora- a invertire i ruoli di vent'anni di persecuzione giornalistica. Che cosa avrebbe dovuto fare, secondo lui, mio padre? Per rispetto della privacy della duchessa e badando solo ai propri interessi di uomo politico, avrebbe dovuto calpestare l'autonomia editoriale della Mondadori, avrebbe dovuto costringerla a non pubblicare quello che la stragrande maggioranza di giornali di gossip, in ogni parte del globo, avrebbe fatto a gara per pubblicare (e in ogni caso ci avrebbe pensato Internet a diffondere in tutto il mondo quelle immagini)". (segue)