Roma, 25 lug. (Adnkronos) - Il risarcimento per la morte di Matteo Armellini e' un insulto. Il governo dovrebbe considerare la sicurezza sul lavoro una priorita'. Lo sottolinea Antonio Di Pietro sul suo blog. "Certe notizie -scrive il leader Idv- raccontano da sole il Paese in cui viviamo e le sue malattie molto meglio di tutte le chiacchiere e di tutte le dissertazioni possibili. Matteo Armellini era un giovane operaio precario come quasi tutti i lavoratori della sua eta'". "E' morto nel gennaio scorso a Reggio Calabria, mentre montava il palco per un concerto di Laura Pausini. Nei giorni scorsi e' arrivato alla famiglia il risarcimento dell'Inail. Non arriva ai 2mila euro: per la precisione 1936,80 euro. L'Inail, Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, e' l'ente pubblico che si occupa non solo di risarcire le famiglie dei lavoratori morti o gravemente infortunati sul lavoro, ma anche di prevenire quegli incidenti". "La vita di un giovane di 32 anni non la si puo' risarcire nemmeno con i miliardi, pero' una cifra del genere e' un insulto che copre lo Stato italiano di vergogna. Ma l'Inail si e' limitato ad applicare i criteri di risarcimento, che fissano il valore di una vita in base a quanto la vittima aveva guadagnato nei suoi ultimi anni. Lo sanno tutti aggiunge Di Pietro- che i giovani operai precari guadagnano poco, pochissimo". (segue)