Roma, 20 lug. - (Adnkronos) - L'iniziativa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha sollevato davanti alla Corte Costituzionale il conflitto d'attribuzione di poteri rispetto alla Procura di Palermo, "e' uno schiaffo a tutto il Paese, proprio nel momento in cui la verita' ci sembra piu' vicina". E' quanto afferma, intervistata da 'Repubblica', Rita Borsellino che spiega: "E' una cosa che abbiamo dovuto subire senza capire e quando le cose non si capiscono sono difficili da accettare. Noi non capiamo, la gente non capisce e inevitabilmente perde fiducia nelle istituzioni e questo per me e' inaccettabile, perche' Paolo e' morto proprio per la sua estrema fedelta' a queste istituzioni". A proposito del fratello, Paolo Borsellino assassinato dalla mafia esattamente venti anni fa, Rita osserva: "Paolo ha cominciato a morire qualche giorno dopo la strage di Capaci, quando evidentemente ha cominciato a capire che le istituzioni in cui credeva erano altro, che lo avevano tradito; quando deve aver saputo, aver compreso, che le istituzioni in cui credeva gli si sono rivoltate contro. Io adesso pretendo verita' e giustizia: Paolo e' stato ucciso troppe volte, non permettero' che venga ucciso un'altra volta". Rita Borsellino crede che "si riuscira' a raggiungere la verita'. Ho assoluta fiducia nei magistrati di Palermo e di Caltanissetta e sono convinta che la ricerca della verita' non possa essere fermata da niente e da nessuno: sarebbe anacronistico. Noi vogliamo sapere, qualcuno ci deve dire chi, come e perche' ha voluto quelle stragi, a chi tornavano utili e perche' in quel momento storico. Ma - aggiunge - io credo che non puo' esistere una verita' storica senza una verita' giudiziaria: che ci fossero stati in questi anni depistaggi, ignobili silenzi, omissioni, che fossero state fatte scelte sbagliate lo avevamo capito e detto in tanti; ma solo la verita' giudiziaria puo' dirci se le ricostruzioni storiche sono attendibili o meno".