(Adnkronos) - "Nessuno di noi puo' tirarsi fuori rispetto alle responsabilita' - ha detto sempre Ceccuzzi nel suo intervento - su scelte che non hanno dato i frutti sperati, cosi' come ciascuno deve essere valutato per i ruoli che ha svolto e che svolgeva in quel determinato momento. Cosi' come l'acquisto di Antonveneta, con l'auspicio che la magistratura possa fare piena luce su ogni aspetto, si dovra' considerare anche il contesto che porto' a quell'operazione a partire dagli anni '90 quando furono ostacolate dal sindaco di allora altre operazioni di accrescimento che sarebbero state ben piu' probabilmente piu' vantaggiose, evitando cosi' che la banca Monte dei Paschi arrivasse nel 2007 con l'acqua alla gola e con il rischio di essere assorbita da altre banche". Cosi' come si deve proprio a quella stagione di veleni in cui la citta' veniva divisa tra buoni e cattivi, il malinteso concetto di controllo che poi tante scelte sbagliate ha prodotto. Oltre alla Banca, al concetto di centralita' del Comune, rispetto ad alcune questione come Le Scotte, altra causa del tradimento del mandato elettorale e' legato alla parola "discontinuita"'. Tredici lettere che ogni volta che vengono pronunciate mettono i brividi addosso a chi associa il cambiamento alla perdita del proprio potere e di quello del clan al quale appartiene. Tredici lettere, ispirate prima di tutto dalla citta' e dai senesi che non hanno mai celato l'insoddisfazione nell'azione di governo della passata amministrazione. E oggi dopo 12 mesi dal mio insediamento non posso che dare loro ragione", ha affernato il sindaco dimissionario. (segue)