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Di Pietro: "Via il mio nome da simbolo Idv e lista civica con gli 'arancioni'"

domenica 16 dicembre 2012

4' di lettura

Roma, 15 dic. - (Adnkronos/Ign) - Alle prossime elezioni l'Italia dei Valori andra' sola o con una lista civica nazionale che comprenda il Movimento Arancione di Luigi De Magistris e "tutte quelle forze politiche, movimenti, associazioni e risorse del paese che non si ritrovano nell'agenda Monti". Ad annunciarlo, nel corso dell'assemblea nazionale del partito, e' il leader Antonio Di Pietro, dando notizia di una riunione dell'esecutivo nazionale chiamato a pronunciarsi sulla questione. "L'appuntamento -spiega Di Pietro ai suoi- e' per il 27 dicembre alle ore 15. Bisogna capire se e' il caso di unirci e mettere insieme tutte queste realta'". Ma dal palco dell'assemblea l'ex pm lancia anche un appello "a metterci la faccia. In questi giorni -dice- ho visto grandi personaggi che hanno fatto la storia di questo paese prendere parte al dibattito. Io li invito a candidarsi, a mettersi in gioco -rimarca- perche' non e' che qualcuno mette la faccia e poi qualcun altro sta con tizio appena si vincono le elezioni. Questo e' il momento di uscire fuori -ribadisce- e' troppo facile non entrare nell'arena e criticare". Ma, nonostante difficolta' degli ultimi mesi, "l'unica cosa certa -sottolinea Di Pietro con fermezza- e' che l'Idv ci sara', a queste elezioni ma soprattutto in questo paese". Di Pietro annuncia inoltre di voler togliere il proprio nome dal simbolo dell'Italia dei valori. "Mi sto facendo vecchio -ironizza- ma tranquilli, non me ne sto andando. E' necessario pero' spersonalizzare il partito". Anche a questo provvedera' il congresso dell'Italia dei valori che si terra' l'anno prossimo. "Il congresso deve decidere la nascita di un nuovo bambino -sottolinea l'ex pm- si chiamera' sempre Idv ma quell'appuntamento dovra' costituire la chiave di volta per la rinascita". Il leader dell'Italia dei Valori lancia quindi un appello a Bersani e lo invita "a rinsavire" chiudendo la porta ai moderati e archiviando l'agenda Monti. "L'altro giorno ho assistito al massimo del compromesso -accusa- Bersani favorevole all'accordo con i moderati dopo le elezioni. Ma noi non siamo disposti a piegarci a logiche di poltrona: non sto dicendo addio all'alleanza con il Pd -chiarisce- ma prendo atto che se questo e' quel che vuole, allora il centrosinistra e' estinto". Il leader dell'Idv invita piu' volte il segretario Dem "a ripensarci", non solo su eventuali intese con i moderati ma anche sull'agenda Monti. "Credo, caro Bersani, che hai il dovere di dire no al programma Monti, altrimenti il vero centrosinistra siamo noi". Di Pietro assicura ai suoi, oltre 3.000 militanti giunti da tutta Italia, che cerchera' "fino all'ultimo un ravvedimento di Bersani, ma non sono disposto -mette in chiaro- a restare con il cerino in mano". Il presidente dell'Idv si appella "anche a Sel: cosa dira' a Bersani sulla riforma Fornero che non ha intenzione di cambiarla?". "Se Bersani vuol perseguire le politiche di Monti -incalza Di Pietro- non si appropri di un nome che non e' piu' suo e che e' quello di centrosinistra. Quando sento dire da Bersani che la riforma Fornero non si tocca, il problema non e' se saremo insieme alle prossime politiche, ma piuttosto che il Pd vincera' pure le elezioni ma con il rischio di distruggere lo stato sociale. Noi facciamo parte della famiglia del centrosinistra -rivendica- ma se queste sono le condizioni a tradire non siamo certo noi". Il leader dell'Idv rimarca tuttavia anche il gioco di forza che il suo partito puo' rivendicare in quanto ad alleanze sul territorio. "Se le mettiamo in condizione di avere bisogno di noi -sottolinea- devono abbozzare". Salta la tradizionale festa dell'Idv a Vasto. "L'anno prossimo non ci sara' -annuncia Di Pietro- ma faremo il congresso" che si terra' a settembre e lo vedra' dimissionario. "Rimettero' il mandato -spiega ai suoi- ma tranquilli, non ho alcuna intenzione di abbandonare la nave". Il congresso tuttavia sara' chiamato a riconfermare la fiducia all'ex pm, dunque "ad eleggere il presidente e' un tesoriere", chiarisce il leader. Di Pietro detta i tempi: "fino a febbraio-marzo saremo impegnati con le elezioni, intanto, daremo vita alla campagna di tesseramento che ci vedra' impegnati dal primo gennaio al 30 giugno. Nel frattempo -spiega- vareremo le regole per il congresso, nonche' per gli iscritti". 'Paletti' che dovranno essere fissati entro il 30 aprile. Il congresso sara' chiamato anche "ad eleggere gli organi di garanzia -puntualizza il presidente dell'Idv- attualmente, infatti, sono composti da eletti e dunque c'e' un conflitto di interesse che va superato". Bisogna inoltre "rivedere le strutture e stabilire le nuove regole statutarie". L'Idv si appresta cosi' a ripartire. "Ci vogliono isolare -avverte Di Pietro- non perche', come dicono, siamo un partito populista, ma perche' facciamo da sempre scelte di campo nette e che danno fastidio". Al grido di "le primarie" i militanti dell'Idv raccolti a Roma per l'assemblea generale hanno chiesto al leader Antonio Di Pietro delle consultazioni per scegliere i propri rappresentanti. Nel corso del suo intervento, Di Pietro e' stato interrotto dalla platea che a piu' voci chiedeva primarie. "Sapete che non mi piace fare il passo piu' lungo della gamba -ha risposto l'ex pm ai suoi- non ci sono tempi per farle. Dobbiamo avere la testa sulle spalle, non lasciare spazio ad isterismi o a soluzioni rocambolesche". Ma gli 'addetti ai lavori' del partito, mossi dallo stesso Di Pietro, stanno lavorando ad un format che consenta di fare delle consultazioni online.

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