(Adnkronos) - LeG, infatti, si presento' il 18 novembre 2002 al Piccolo Teatro Studio di Milano, tenuta a battesimo da un gruppo di garanti, in cui insieme all'architetto Gae Aulenti, da poco scomparsa, comparivano Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone, Claudio Magris, Guido Rossi, Giovanni Sartori e Umberto Veronesi. Oggi, sottolinea Zagrebelsky, "comprendiamo che la nuova legge elettorale, se ci sara', dipendera' dagli interessi dei partiti, non degli elettori che vi troveranno ulteriori ragioni di distacco e di rabbia". Dove trovare dunque l'ideale di una societa' giusta? "E' sorprendente -ribadisce il giurista- che non si pensi che questo ideale, questo punto di appoggio c'e' ed e' la Costituzione". Poi continua: "non e' sorprendente che ci si volga indietro per guardare in avanti. Nella Costituzione troviamo la politica, il bene pubblico che piu', oggi, scarseggia". Di una "stagione costituzionale", e non di una "stagione costituente", il Paese avrebbe bisogno, spiega poi Zagrebelsky. Di "atti di contrizione e segni di discontinuita'" con quanto ci ha preceduto. E, in questa parola d'ordine, nel dettato costituzionale, si troverebbe soluzione ai problemi del Paese che vengono elencati di seguito nel manifesto. Al primo posto il lavoro, quindi i diritti civili, l'uguaglianza, l'equita' sociale e fiscale, i servizi sociali, la salute, la cultura e i beni culturali, la natura, intesa come patrimonio a disposizione di tutti; l'informazione, come diritto dei cittadini a essere informati e dei giornalisti di informare; la politica come autonomo discorso sui fini e la partecipazione all'Europa.