Roma, 15 nov. (Adnkronos) - Pier Luigi Bersani non e' pregiudizialmente ostile all'idea di anticipare la data delle elezioni politiche e accorparla a quella delle regionali. Non si dica, insomma, che il Pd stia speculando sullo 'split': regionali prima e politiche dopo per sfruttare l'effetto traino. Ma, dalle parti del segretario del Pd, si fa notare come un esito di questo tipo sia indissolubilmente legato ad alcuni fattori. Il primo chiama in causa il Quirinale e la legge elettorale. Al Pd sanno che sarebbe molto difficile arrivare a una interruzione anticipata della legislatura, se il Parlamento non avra' dato il via libera alla riforma. "Per andare a votare prima, occorrono alcuni presupposti e la legge elettorale e' il primo di questi", e' la presa d'atto su cui oggi Bersani ha insistito anche nella tavola rotonda con Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini all'assemblea della Cna. Ma l'intesa sulla riforma, si sa, e' ancora lontana. Tuttavia proprio le tensioni di questi giorni sull'election day potrebbero fungere da 'fluidificante' nella trattativa. Il Pd insiste sul 'premietto' del 10 per cento al primo partito. E oggi alla Cna, Casini ha parlato di un'intesa non impossibile: "Fare la legge elettorale non e' impossibile. Ritengo giusto che il partito di maggioranza relativa abbia un premio di governabilita', e non sara' certo la discussione tra l'8 e il 10% che puo' cambiare la questione". (segue)