rigoristi e non

Roberto Speranza e Mario Draghi, lo scontro in CdM sulle misure anti-Covid: così il premier ha zittito il ministro

Un Consiglio dei ministri movimentato quello che si è pronunciata sul decreto per le festività natalizie. Durante il colloquio, infatti, non sono mancate le rimostranze. Due in particolare i bocconi amari da mandare giù: l'obbligo vaccinale per i dipendenti della pubblica amministrazione e la stretta sulle feste nelle abitazioni private in vista della sera di Capodanno. Ancora una volta Mario Draghi si è trovato di fronte allo schieramento Pd-Leu a favore della linea rigorista e Lega-Forza Italia più caute, con il Movimento 5 Stelle che ha optato per una via di mezzo. Stando al retroscena riportato dal Giornale, Dario Franceschini e Roberto Speranza hanno chiesto un'accelerazione sulle nuove limitazioni per frenare il Covid.

 

 

Di diverso parere i ministri del Carroccio e quelli di FI. Dalla loro il fatto che le nuove regole approvate nel decreto Festività bastino e avanzino. Non solo, perché un'altra contrapposizione si è verificata sull'obbligo vaccinale per i dipendenti della pubblica amministrazione con, ancora una volta, il ministro della Cultura e quello della Salute a favore. Ecco però che il premier ha preferito la prudenza, provando a fare la sintesi delle diverse posizioni. Stesso discorso sulle feste private: Franceschini e Speranza per la linea rigorista, Lega e Forza Italia perplessi.

 

 

Ad avere la meglio gli alleati di centrodestra. Lo stesso Draghi, dati alla mano, ha concluso che la variante Omicron è sì estremamente contagiosa, ma lascia supporre che non sia particolarmente aggressiva. Ufficializzata all'unanimità la decisione, il ministero della Sanità è andato in subbuglio. I consiglieri di Speranza sono nettamente sulla linea del rigore, non condividono l'approccio del coordinatore del Cts Franco Locatelli e ritengono le misure prese troppo soft. Ma il premier tira dritto.