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Il figlio di Umberto Bossi indagato per il reddito di cittadinanza: "Truffa da 12mila euro"

venerdì 8 marzo 2024

2' di lettura

Il 45enne Riccardo Bossi, primogenito dell'ex leader della Lega Umberto Bossi, è indagato dalla Procura di Busto Arsizio per truffa ai danni dello Stato. L'accusa degli inquirenti contro l'erede del Senatùr è quella percepito indebitamente il reddito di cittadinanza dal 2020 al 2023 per un totale di 12.800 euro. 

Il figlio di Bossi e della sua prima moglie Gigliola Guidati è noto per le vicende personali più che per la politica, sempre frequentata saltuariamente. Il matrimonio con Maruscka Abbate nel 2005, dalla quale ha avuto una figlia e da cui si è separato nel 2010, la passione per i rally, alcuni precedenti giudiziari tra Varese, Busto Arsizio, Milano e Firenze.

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Ora ritorna nell'agenda politica utilizzato come "sfottò" dagli esponenti del Movimento 5 Stelle, i più agguerriti difensori del reddito di cittadinanza cancellato dal governo di Giorgia Meloni

"La Lega e i giornali di destra per anni hanno riempito le loro prime pagine di insulti ai percettori del Reddito di Cittadinanza, in particolare ai meridionali, accusandoli di essere tutti truffatori e fannulloni che volevano solo vivere sulle spalle degli altri. Immagino che il figlio di Bossi non avrà la prima pagina di Libero e un titolo a caratteri cubitali, ma milioni di cittadini italiani meriterebbero le scuse per le accuse razziste e classiste da parte di una certa politica che ha utilizzato meno dell'1% delle truffe sul Reddito di Cittadinanza per giustificare le proprie politiche contro i disoccupati e i lavoratori poveri italiani", scrive su Facebook il deputato del Movimento Dario Carotenuto, componente della commissione Lavoro di Montecitorio, venendo peraltro smentito prontamente da questa testata. 

Ironizza anche il collega di partito Nicola Di Marco, capogruppo dei 5 Stelle in Lombardia: "Quando ho letto che il figlio del fondatore della Lega è indagato per truffa sul reddito di cittadinanza, la prima cosa che ho pensato che si trattasse di un capitolo del nuovo libro del nuovo idolo di Matteo Salvini: il generale Vannacci. Invece è tutto vero. Il mondo al contrario è quello di una destra che per ragioni di propaganda se l'è presa con chi non aveva nulla, pur di cancellare le leggi del Movimento Cinque Stelle, senza guardare prima in casa propria. La chiusura delle indagini conferma che i controlli sul reddito di cittadinanza funzionano e hanno sempre funzionato, anche in maniera più severa di ciò che avviene per tante altre misure di Welfare. Ciò che continua a non funzionare sono invece le politiche del lavoro del governo Meloni. Per anni hanno raccontato, attraverso un costante bombardamento mediatico, che fosse colpa del Reddito di Cittadinanza, dei giovani fannulloni che non volevano essere sottopagati, dei cittadini che non avevano voglia di lavorare".

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