Lungo abbraccio ai famigliari sulla pista di Ciampino per Alberto Trentini e Mario Burlò, scesi dall'aereo di Stato che oggi, martedì 13 gennaio, li ha riportati in Italia dal Venezuela. Il cooperante veneziano ha stretto la mamma Armanda, visibilmente commossa, e poi ha salutato l'avvocato Alessandra Ballerini, che ha assistito la sua famiglia in questi mesi. Burlò ha potuto riabbracciare i figli Gianna e Corrado, come si vede nelle immagini diffuse da Palazzo Chigi, prima di un breve saluto con la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani che nella saletta dello scalo di Ciampino hanno dato loro il "bentornati a casa".
"Hai abbracciato la mamma, è stata tanto in pensiero lo sai?", ha detto Meloni a Trentini che, stringendole la mano, l'ha più volte ringraziata. "Ma stai scherzando", la risposta della premier, che poi ha salutato anche Burlò e i figli: "Non vi voglio disturbare perché avete del tempo da recuperare".
Eppure, c'è chi a sinistra non riesce ad accettare che siano stati Giorgia Meloni e il suo governo - come nei casi di Patrick Zaki e Cecilia Sala - a riportare a casa Alberto Trentini. L'Unità, per esempio, è uscita in edicola con un titolo sconcertante: "Trentini libero nonostante Giorgia". "La stampa faziosa ribalta la realtà, piegandola a proprio piacimento fino ai limiti dell’inverosimile - ha commentato su Facebook Fratelli d'Italia -. Non riconoscere il merito del lavoro diplomatico portato avanti dal Presidente Meloni, arrivando addirittura a sostenere che la liberazione di Trentini sia avvenuta nonostante il suo intervento discreto e determinante, è malafede spudorata. Questa non è disinformazione: è un’operazione politica". Niente da aggiungere.