Che imbarazzo per Nicola Fratoianni. Il leader di Sinistra italiana non ha potuto fare a meno di cavalcare Sanremo 2026 per attaccare quella che la sinistra definisce "Telemeloni". E ancora una volta incappa in una gaffe. Il caso è quello de L'Unità. Oltre al refuso apparso in diretta durante la prima serata del Festival di Sanremo, in cui al posto di 'Repubblica' è comparsa la scritta 'Repupplica', nell'immagine comparsa alle spalle di Gianna Pratesi è stato anche cancellato il nome della testata 'L'Unità', presente invece nei giornali che si possono vedere nello scatto originale dell'epoca.
Quanto basta a scatenare il solito livore: "Sul palco del Festival di Sanremo è stata censurata l’immagine di alcuni cittadini italiani che nel giugno del 1946 leggevano l’Unità con la notizia della vittoria della Repubblica al referendum. Con un intervento di photoshopping maldestro, è stata cancellata la testata del giornale, cioè la scritta l’Unità. È una operazione che immaginiamo sia stata decisa dalla Rai. Ed è una scelta molto grave. Compiuta per oscurare un pezzo della storia del nostro paese. Il giornale l’Unità e il Partito Comunista ebbero un ruolo importantissimo in quella campagna elettorale che portò alla caduta della monarchia…", ha tuonato Fratoianni.
A spiegare però la verità dietro l'accaduto ci ha pensato Williams Di Liberatore, direttore dell’intrattenimento prime time Rai: "È una questione tecnica, lo abbiamo fatto anche su altre foto, per evitare indebiti rilievi – ha chiarito in conferenza stampa – lo abbiamo fatto in più occasioni. Benché sia un giornale è un marchio. Possono andare solo i marchi che vengono regolamentati dentro un determinato processo di placement. Si cerca di esser prudenti".