Eccolo qua, il pronto soccorso rosso di Alleanza Verdi Sinistra nei confronti di Ilaria Salis. L'antagonista anti-fascista imbarcata da Avs per le Europee 2024 sabato mattina è stata identificata dalla polizia a Roma, prima della manifestazione di piazza "No Kings" contro la guerra in Iran.
Nella sua stanza, c'era anche Ivano Bonnin. Suo assistente all'Europarlamento, condannato nel 2015 per violenza privata e interruzione di pubblico servizio, e secondo fonti giornalistiche anche suo compagno nella vita. Un dettaglio, questo, che prefigurerebbe la violazione dell'articolo 43 dello Statuto del Parlamento Europeo, secondo cui "i deputati non possono avvalersi di assistenti che facciano parte della loro famiglia", e cioè "il coniuge, o il partner stabile, i genitori, i figli, i fratelli e le sorelle".
Sulla questione dell'assistente parlamentare, i big di Avs non parlano preferendo ripetere la manfrina del blitz della polizia e dei "diritti da europarlamentare violati". "Se la questura, come ci ha detto il questore sabato, ha dovuto per dovere d'ufficio eseguire questo controllo, anche se evidentemente qualche cortocircuito c'è stato lo stesso evidentemente, gli agenti che sono intervenuti non hanno capito che quel nome era noto in Italia per ragioni legate al dibattito e alla visibilità di Ilaria Salis: era un po' difficile immaginarlo - commenta Nicola Fratoianni, deputato rossoverde e leader di Sinistra italiana -. Non voglio fare il complottista e credo alla versione data dal questore di Roma. Non ho nessuna voglia di scaricare la colpa sui due agenti che facevano il loro lavoro, attribuendo loro una responsabilità che probabilmente non hanno. Probabilmente qualcosa non ha funzionato nel sistema informativo, ma questo è secondario, perché riguarda solo l'episodio in sé. Il punto vero è che questa vicenda colpisce ancora una volta Ilaria Salis e ha a che fare con un terzo paese, in questo caso la Germania, come è stato accertato, e io credo che le nostre autorità politiche dovrebbero porsi il problema e porlo con forza".
"Sul caso Salis abbiamo chiesto spiegazioni al questore, che è stato estremamente cortese e ha chiarito che si trattava di una segnalazione proveniente dalla Germania, non di un'iniziativa della polizia italiana - aggiunge Angelo Bonelli, collega di Fratoianni a Montecitorio, intervenendo ad Agorà su Rai 3-. Nessuno di noi si sottrae ai controlli: è capitato anche a me più volte di essere fermato e identificato, come accade a qualsiasi cittadino. Ma qui il punto è un altro: quella segnalazione chiedeva all'Italia di monitorare una parlamentare, di seguirne gli spostamenti, fino ad arrivare a controlli nelle stanze d'albergo. Questo è un fatto grave". "Per questo - conclude il leader di Europa Verde - chiediamo nuovamente al ministro Piantedosi perché, a fronte di una segnalazione arrivata dalla Germania il 2 marzo, non sia intervenuto per dire con chiarezza che non è accettabile sottoporre una parlamentare a questo tipo di controllo".