Che fretta c’era. È Una nuova primavera. Esce il 14 aprile. Giuseppe Conte apre ufficialmente la campagna elettorale, vuole essere il leader del centrosinistra. Di più: vuole tornare a Palazzo Chigi. Non gli sono bastate le due esperienze, prima governo gialloverde poi giallorosso, un premier per tutte le stagioni, altro che primavera. Con la Lega ma anche con il Pd. Con Trump ma insieme alla Flotilla contro Netanyahu, basta che sia. All’avvocato del popolo la poltrona di capo dell’esecutivo manca assai. E così comincia con il presentare il suo libro al quale, spiegano i fedelissimi, lavorava da tempo, perché «è un grafomane, scrive tanto, ha già scritto vari testi di Diritto, ma questo è molto diverso». Un saggio politico, un manifesto valoriale dei pentastellati, 384 pagine tutte farina del suo sacco, assicurano. La dedica?
Top secret. Ogni dettaglio sarà svelato il 13 aprile quando l’ex presidente del Consiglio presenterà il libro in pompa magna a Roma al Tempio di Adriano, luogo scelto non a caso: due minuti a piedi dal Parlamento e, soprattutto, da piazza Colonna, in fondo è sempre lì che vuole arrivare l’ex professore universitario nato nel 1964 a Volturara Appula (Foggia), discepolo di Guido Alpa, entrato in contatto con i Cinquestelle alla Camera nel 2013 come esperto di giustizia amministrativa e poi, quasi a sorpresa, proposto dai grillini come capo dell’esecutivo. Ruolo ricoperto per ben due volte, prima di dover lasciare il posto a Mario Draghi. Una nuova primavera, edizioni Marsilio, è l’autobiografia di Conte ma anche la sua candidatura a leader del campo largo, come dice il sottotitolo: “La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia”. Ecco, Giuseppi, ha lanciato la sfida. Elly è avvertita, Silvia Salis pure. Il capo dei Cinquestelle è pronto a correre per le primarie, vuole giocare la partita fino in fondo. Per l’occasione si è tolto la giacca, via la pochette che fa poco comizio, camicia bianca e cravatta blu, sguardo da piacione e occhi fissi in camera. Sembra di vederlo mentre si mette in posa per il set promozionale. L’estate del presidente M5S è già prenotata per i 100 punti in giro per l’Italia per arrivare, con i cittadini, alla costruzione di un programma da sottoporre agli alleati, è d’estate che si va in giro a presentare i libri, ci sono le rassegne, il bagno di folla, le feste di partito. Già, chissà se quelli del Pd saranno così kamikaze da invitarlo alle loro feste dell’Unità. Perché Conte fa sul serio, vuole battere i territori, partire in tour e approfittare anche del momento di sbronza post-referendaria del centrosinistra, o meglio degli anti-meloniani. Vuole cavalcare l’onda. E in un video sui suoi canali social ha anticipato i concetti contenuti in alcune pagine. Si vede lui nel suo ufficio che scrive i suoi appunti al computer.
«Di fronte alle ingiustizie del nostro tempo dobbiamo sentire il dovere di reagire, mettendo in campo competenze, passione, coraggio per difendere i diritti di coloro che hanno perso ogni tutela, per riaffermare i valori che ci tengono insieme». E ancora: «Scelte audaci, successi insperati, ma anche esperienze dolorose e prese di posizione controcorrente». Più che un’autobiografia, è un’autocelebrazione, niente a che fare con l’uno vale uno del Movimento delle origini che infatti è un principio bello che sepolto. Insieme al mondo del Vaffa del co-fondatore Grillo, proprio ieri tornato a rivendicare che il nome e simbolo del Movimento sono suoi e dunque con Conte sarà battaglia in tribunale. Alle truppe “contiane” però non importa. I voti adesso li ha l’avvocato pugliese, unico candidato alla presidenza, unico leader di un Movimento che non è più quello del 2013 e del boom delle Europee ma dopo il tracollo del Covid di recente ha ripreso quota. «È fatto di tante svolte il percorso di Giuseppe Conte che si intreccia con la storia recente del nostro paese», racconta il video promozionale dell’ex premier, «dalla provincia del Sud alle sfide della Capitale. Dalle aule universitarie e di tribunale a quella di Montecitorio. Dal Movimento di protesta al Movimento di proposta, che riforma competenze e valori, e si assume una responsabilità di governo esprimendo una forte carica innovatrice. Il leader alla testa di tante battaglie per la prima volta si racconta, senza censure e senza sconti. Mette ordine tra le vicende del passato, pubblico e privato, e ricostruisce gli snodi della sua ascesa professionale e politica, le riforme più osteggiate, la rottura con Grillo e l’arrivo alla guida del Movimento.
Giuseppe Conte, "una nuova primavera": la mossa per guadagnare un pugno di voti
Non solo leader del Movimento 5 Stelle ed ex premier, ora anche scrittore. Uscirà il 14 aprile per Marsilio Edito...Torna alle decisioni più difficili nei giorni bui della pandemia, all’impegno a favore dei più deboli, alle tensioni che hanno portato al governo Draghi, fino agli scontri con l’esecutivo di Giorgia Meloni». In questo libro l’ex premier lancia il suo progetto per un futuro diverso, fondato su una visione di rottura rispetto alla destra nazionale e nazionalista, e alternativa rispetto all’Ue dei burocrati e all’America dei tecnocrati. Mistero sulla politica estera M5S composto da fan di Trump ma anche da filoputiniani e sostenitori di Maduro. Un po’ qua e un po’ là. A seconda di dove tira il vento. Che, ora, per i Cinquestelle soffia intorno al 12%.




