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La torre di Babele del centrosinistra

di Mario Sechi venerdì 3 aprile 2026

2' di lettura

Come si regolano i rapporti tra i partiti nel campo largo? Se si aspira ad essere alternativa di governo, deve esserci una grammatica condivisa, una corrispondenza tra parole e fatti. Il pranzo di Giuseppe Conte con Paolo Zampolli, uomo d’affari vicino a Donald Trump, ha confermato la natura double-face del leader pentastellato e nel Pd serpeggiano dubbi esistenziali sulla sua chiamata (a furor di editoriali) come candidato premier del campo largo.

Nel silenzio del gruppo dirigente, una riformista dem preparata e tenace, Lia Quartapelle, intervistata da Elisa Calessi su Libero, pone il problema di Giuseppi, quello che un tempo si definiva di «linea politica». Goffredo Bettini sulla rinata rivista Rinascita scrive che «dopo l’euforia, abbiamo dato qualche segnale sbagliato», egli parla come l’eminenza rossa, sa che discutere di candidato premier è nitroglicerina, boccia «la ricerca verticistica, irrealistica, inopportuna del cosiddetto federatore» (uno stop alle idee retrò avanzate incautamente da Rosy Bindi), afferma che «occorre il più rapidamente possibile levare dal campo questo tema divisivo e prematuro».

Francesco Cossiga avrebbe detto che «si sono accese tutte le spie rosse del sommergibile». Bettini va seguito, decrittato, con Dario Franceschini, per cultura e talento machiavellico, è il reale tessitore della partita, il ponte tra il Pd e i Cinquestelle. Non lavora per Conte, fa piani per battere la destra, ma per vincere gli serve Conte. E il cerchio si chiude.

Trasformare Conte nel candidato naturale del campo largo è in realtà un passaggio artificiale (senza intelligenza), anche con le primarie, perché ribalta i ruoli e i rapporti di forza (e per questo si immagina la compensazione del candidato di estrazione dem al Quirinale nel 2029). Il Pd è già uscito malconcio dall’esperimento del governo giallorosso, subito dopo quell’avventura ha cambiato tre segretari (Nicola Zingaretti, Enrico Letta e Elly Schlein) e ha perso le elezioni del 2022 per incompatibilità ambientale con i 5Stelle. Quartapelle coraggiosamente parla di contenuti e ideali, di cultura politica, di linearità e coerenza, di affari esteri e postura strategica, lo fa per anticipare ai dem il rischio di un harakiri politico - consegnare a Conte le chiavi della sinistra - destinato a diventare un irreparabile errore storico. La destra ha i suoi problemi da risolvere, ma a sinistra ora si sente il frastuono della torre di Babele.

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