Libero logo

Pd, Lia Quartapelle guida la rivolta dem: "Giuseppe Conte inopportuno, non cedere"

di Elisa Calessivenerdì 3 aprile 2026
Pd, Lia Quartapelle guida la rivolta dem: "Giuseppe Conte inopportuno, non cedere"

4' di lettura

L’incontro tra Giuseppe Conte e Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump, «non era opportuno», dice a Libero Lia Quartapelle, deputato del Pd, vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, nota per le sue posizioni nette nel difendere l’Ucraina e l’Unione europea. Non era «opportuno», spiega, «perché Zampolli rappresenta interessi privati di Trump. Altro sarebbe stato incontrare l’ambasciatore». La vicenda, però, aggiunge Quartapelle, non riguarda solo il leader del M5S o al massimo i suoi elettori. Questo episodio, dice, è la prova che Conte non può guidare la coalizione progressista. Come ha scritto oggi in un post su X, i resoconti dell’incontro dimostrano quanto sia «pericolosamente illusoria l’idea di un patto in cui, in cambio di garanzie, sulla linea politica il Pd cede la leadership a Conte».

Partiamo proprio dal post che ha scritto. Perché l’idea di cedere la leadership a Conte in cambio di concessioni sul programma è «pericolosamente illusoria»?
«Aspettarsi garanzie dal presidente di un movimento che ha fatto della post-ideologia il proprio cavallo di battaglia è illusorio, oltre che un pericolo. In un momento come quello in cui viviamo, bisogna lavorare per rafforzare l’Unione europea, senza tentazioni di appeasement nei confronti di Trump».

Giuseppe Conte senza vergogna: quando ammazzarono Soleimani...

«Quando, nel gennaio del 2020, e al governo c’era Giuseppe Conte con alcuni ministri del Partito democratico...

L’incontro con Zampolli era un tentativo di appeasement? Conte ha detto che non c’era nulla di segreto e nulla di sconveniente.
«No, non era opportuno. Zampolli è il rappresentante degli interessi privati di Trump. Incarna la grande confusione con cui il presidente americano gestisce i rapporti internazionali, che è solo funzionale alla sua logica di potere. E poi, ripeto, rappresenta i suoi interessi privati, questo è il punto».

Il leader del M5S ha spiegato di aver detto all’inviato di Trump quello che dice anche pubblicamente, cioè che è contro la guerra in Iran.
«Ci mancherebbe che per ingraziarsi Trump sia arrivato a smentire in privato una posizione che non è solo sua, ma, dopo la decisione del governo su Sigonella, finalmente è anche del governo italiano».

Secondo lei perché ha incontrato Zampolli?
«Se ho ben capito è Zampolli che ha chiesto un incontro a Conte. Però a una richiesta di incontro si può dire di sì o di no. È significativo che abbia incontrato non l'ambasciatore americano, ma un inviato personale del presidente Trump. Gli incontri con gli ambasciatori sono giusti e utili, altro è incontrare rappresentanti privati».

Questo episodio, al di là della opportunità, pone un interrogativo rispetto alla costruzione di una coalizione progressista?
«Io penso che se vogliamo sconfiggere Giorgia Meloni dobbiamo avere un’idea chiara di come rafforzare l’Europa. Chiaramente questo non può essere fatto se si va dietro alle lune e alle simpatie di Trump. In secondo luogo ho letto l’idea, anche portata avanti da autorevoli opinionisti, che si debbano evitare le primarie in nome di un patto in cui il Pd cede la leadership al M5S, in cambio di alcuni punti programmatici. L’incontro di cui avete scritto ha dimostrato che Conte non è insensibile ai suoi vecchi amori».

Eppure anche nel Pd in tanti pensano che Conte sia più adatto a Palazzo Chigi di Schlein.
«Io penso che se qualcuno ha questi dubbi, li debba porre apertamente in una sede politica. La decisione se candidarsi o no è della segretaria, non di presunti consiglieri o amici. La cosa peggiore che possiamo fare a dieci giorni di distanza dalla vittoria al referendum è questo spettacolo che vediamo sui giornali».

Da dopo la vittoria del referendum, però, Conte sta correggendo molte sue posizioni. Alcuni giorni fa è stato molto duro con la Russia e ha persino aperto alla difesa europea. Non la convince?
«Questo mi dice che il Pd deve continuare sulla linea che si è dato, cioè di sostegno all’Ucraina, di rafforzamento dell’unità europea rispetto alle sfide sulla sicurezza, perché alla fine ci arriveranno anche i più riottosi dei nostri alleati».

Dritto e rovescio, Conte fuori controllo su Zampolli, Piantedosi e Meloni

"Zampolli? Sorrido perché è incredibile. Lo descrivono come amico di Trump. Sicuramente è...

Ma quella di Conte è una svolta sincera?
«Non sono la coscienza di Giuseppe Conte. Penso sia la posizione giusta perché se oggi uno vuole mantenere la libertà di posizione per il nostro Paese, si fa solo rafforzando l’Ue e non correndo dietro al presidente americano che smentisce tutto quello per cui siamo stati finora alleati».

C’è anche chi propone di non farle proprio le primarie, magari scegliendo un terzo candidato premier. Cosa ne pensa?
«Il Pd nasce con le primarie per permettere una vasta partecipazione. Non sono solo un concorso di bellezza, una scelta tra leader, ma un modo per articolare idee diverse sull’Italia. Penso che il Pd non può essere il partito che dice no alle primarie. Non dovrebbe nemmeno esserci questa discussione. Se qualcuno nel Pd vuole sostenere candidati diversi da Schlein, lo dica con chiarezza. Penso sia un tradimento della nostra storia continuare a dire che le primarie sono un optional. Ci indebolisce anche davanti agli elettori, perché significa che non siamo neanche in grado di attenerci alle nostre regole fondative».

A parte lei e Filippo Sensi, nel Pd nessuno ha commentato questa vicenda, forse per il timore di incrinare l’alleanza con il M5S. Perché lei, invece, ha deciso di parlare?
«Perché penso che sia molto dannoso alimentare sfiducia e dubbi dalla nostra parte. Io penso che il Pd e la sua segretaria abbiano tanti strumenti per presentare agli italiani un’idea diversa da quella della destra sull’agenda interna e su quella internazionale. Ed è sui buoni argomenti che ci dobbiamo confrontare, non su dubbi e incertezze».

Zampolli inchioda Conte: "Penso lo vorrà fare", sinistra in agitazione

Parla ancora, Paolo Zampolli, questa volta raggiunto dall'agenzia Ansa. E svela il piano segreto di Giuseppe Conte. ...

ti potrebbero interessare