Gubitosa, inteso come Michele, uno dei vicepresidenti dei 5Stelle, dice che la Meloni non ha la schiena dritta, a differenza di Conte, al quale però – ma questo non lo dice il Gubitosa – qualsiasi studente al primo anno di medicina diagnosticherebbe una forte scoliosi, non solo da una parte, a destra e sinistra, colonna vertebrale a fisarmonica, un caso di scuola. Prima ha governato con la Lega e firmato i decreti sicurezza; l’indomani – oplà – s’è imbullonato alla poltrona e ha iniziato a governare col Pd, stracciando i decreti sicurezza. Poi è andato in scia a Mario Draghi. Il limite dei due mandati parlamentari?
Zac! Carta straccia. Eppure, quando aveva la schiena dritta, Conte era perentorio: «Da noi vige una regola. Il servizio a favore dei cittadini si può fare ovunque. Ci siamo dati la regola del doppio mandato. Lo abbiamo fatto per tutelare voi cittadini e per evitare che la politica possa diventare un affare privato a tutela del destino personale. Questo vale anche per me. Le cariche devono avere un limite temporale preciso. Ci batteremo perché questa regola così rivoluzionaria sia adottata da tutti i partiti».
Zampolli e Conte, la bordata dal Pd: "Perché non mi sorprende"
"Non mi fa strano e non mi sorprende, il Movimento 5 stelle secondo me è un movimento di destra, populista, ...Se è vero che solo i cretini non cambiano mai idea, Conte è un genio assoluto, pur se incompreso. La sesta “stella polare”, così definita nel programma elettorale del 2018, era l’autonomia differenzia• Due articoli due del Fatto quotidiano provano a dire che è tutto normale che Giuseppe Conte abbia incontrato a Roma l’emissario di Trump, Paolo Zampolli, al riparo da sguardi indiscreti e in modo piuttosto carbonaro. Due articoli sulla stessa edizione, quella di ieri, perché uno grillescamente non vale uno, o forse solo perché uno non bastava per seminare un po’ di veleno contro di noi pur di difendere il loro leader di riferimento ormai in pista e parlante dalla sera alla mattina sui canali social, in tv, in giro per l’Italia, ovunque. Ma se il primo - fogliettone, pagina pari - serviva per riportare la notizia, cioè lo scoop di Libero che ha smascherato Giuseppi a tavola con l’amico di Donald, il secondo si spinge laddove solo le penne dietrologhe dirette da Travaglio potevano osare.
Titolo: “Il pranzo di Conte fa scandalo. Gli Usa con Crosetto invece no”. Lo firma Marco Lillo, inchiestista di punta del giornale con agganci solidi nelle procure e, pare di capire, informazioni scottanti sul ministro della Difesa (sempre lui, uno dei più dossierati d’Italia) che avrebbe avuto ta: passato coi dem ha cestinato pure questa. All’inizio era a favore dell’invio di armi all’Ucraina, poi basta. Giuseppi sosteneva il new green deal, quindi schierato coi talebani del verde, e poco dopo s’è messo a occhieggiare alla tedesca Sahra Wagenknecht la quale pur essendo di sinistra aveva due capisaldi: “no” all’immigrazione di massa e alle follie ecologiste alla Bonelli, “Bonellen” in tedesco. Ci fermiamo con le piroette per evidenti limiti di spazio. Gubitosa è paonazzo perché Libero ha scoperto che Giuseppi, provando nostalgia del nomignolo affibbiatogli da Trump, s’è attavolato a Roma col suo inviato per le “partnership globali”, Paolo Zampolli.
Conte, beccato con le mani nel pescato del giorno, da lì è entrato nel tunnel del Brennero senza bisogno di Toninelli. Prima, non Toninelli ma Giuseppi, ha detto di aver rimbrottato Trump su tutti i fronti – la presidenza americana non era così in pericolo dal Watergate – e ieri ospite di Paolo Del Debbio a “Dritto e rovescio” è tornato alla carica. Il motivo del pranzo? Tenetevi forte: «Forse dagli Stati Uniti hanno voluto sentire qualcosa di più realistico rispetto al “Signor sì della Meloni». Dalla Casa Bianca, e in effetti era inevitabile data la levatura dell’interlocutore, hanno chiesto a Conte Giuseppe da Volturara Appula un consiglio sulla politica internazionale, e chissà anche se interna. Ora è probabile che il Dipartimento della Salute chieda lumi a Bon Hope Roberto Speranza.
«Io sorrido», ha poi continuato Conte rispondendo a Del Debbio, «perché è incredibile... allora Zampolli lo descrivono come amico di Trump, sinceramente è un amico di vecchia data, ma ha un suo ruolo specifico, con lettera intestata: è inviato speciale del presidente per le partnership globali». Ma dai! «Mi ha detto che era in visita ufficiale e voleva scambiare qualche opinione... Zampolli forse ha voluto incontrare un leader delle forze d’opposizione per capire come vede le cose in questo momento». Ora a Washington sì che hanno le idee chiare.
In mattinata era toccato al deputato Francesco Silvestri, in studio all’“Aria che Tira” (La7), difendere il capo e attaccare questo giornale, si capisce: «Secondo me Libero ha sbagliato Conte, forse dovrebbe occuparsi di più di quella vicino a Piantedosi», e Silvestri poteva impegnarsi di più. «A ogni modo», ha continuato, «il presidente Conte ha risposto a un invito ufficiale di Zampolli, e gli ha detto che quella portata avanti da Trump è una guerra totalmente sbagliata, che ci sta destabilizzando. È chiaro», ha insistito, «che la presidente del Consiglio e Libero stanno cercando di buttare fango su Conte per delegittimarlo in vista di un possibile scontro elettorale». Invero siamo rammaricati perché l’uomo del «gra-tu-i-ta-men-te» ci riesce benissimo da solo.




