Ma se al governo anziché Giorgia Meloni ci fosse un governo di centrosinistra cosa di preciso succederebbe? La situazione è critica ed i margini di manovra sono limitati. Ma loro sì che avrebbero la ricetta giusta al momento giusto. Si comincia dalla “centralità del parlamento” che per la sinistra è un po’ come il nero, pardon il rosso. Che però va bene su tutto come il nero. Una bella risoluzione politica a firma dei capigruppo Chiara Braga (per il Pd), Riccardo Ricciardi (M5S) e Marco Grimaldi (per Avs). Grimaldi in quanto “amico” di Askatasuna con la kefiah al posto della cravatta è stato infatti promosso per meriti sul campo. Insomma la risoluzione non ce la toglierebbe nessuno. Più o meno suonerebbe così: “Condanniamo fermamente l’azione di Donald Trump e del genocida Netanyahu condotta in aperta violazione del diritto internazionale”. Si ma magari togliamo il “fermamente” perché a Palazzo Chigi c’è Zampolli, pardon Giuseppi, che però si sente un giorno sì e l’altro pure con l’inviato speciale di Trump in Italia. E tutti in missione di politica estera nel quadrante del Golfo.
Una gita tipo la fantozziana Coppa Corbram. Tocca alla ministra degli esteri Elly Schlein che però non può andare in Arabia Saudita perché non crediamo che un esponente del Pd farebbe quello che ha fatto Meloni facendo imbestialire le migliori menti del Nazareno. Deciso: si va a Teheran. Bisogna impostare la missione. Serve un armocromista. C’è da scegliere il velo. Quello bianco di Laura Boldrini? O quello rosa di Federica Mogherini? Entrambi vanno bene. Usati in missione a quelle latitudini hanno fatto la loro porca figura. L’armocromista ha deciso: si opta per quello fantasia di Emma Bonino. Si vada in missione ad incontrare... Chi? Eh già perché nel frattempo cambiano continuamente gli esponenti del governo iraniano a causa della guerra. Un appuntamento al buio...Tipo Meetic. Si ma c’è il problema del petrolio. Problema? Quale problema? Al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ci sta Angelo Bonelli. Ha imposto nel programma di coalizione quello che il M5S ha poi copiato nel programma delle elezioni europee del 2024: «È importante scegliere le energie rinnovabili e abbandonare le fonti fossili il prima possibile», sta scritto a pagina zero del programma. E siccome il petrolio, e soprattutto la benzina e il gasolio, arrivano con il contagocce ecco che il programma del centrosinistra lo hanno realizzato gli ayatollah. Ma Bonelli mica si farebbe trovare impreparato. Che ne sapete voi? Si sarebbe mosso per tempo. «Dal 2015 al 2022 le nuove installazioni di potenza quanto a rinnovabili sono aumentate di un misero 6%. Ma in soli tre anni, dal 2022 al 2025, la percentuale è raddoppiata. Siamo indipendenti dal fossile. A breve vedrete il tutto con un nuovo report». Ehm no. Non siamo indipendenti dal fossile anche perché il raddoppio nella crescita delle installazioni di nuova potenza lo ha già fatto il centrodestra. Un Gilberto Pichetto Fratin qualsiasi per intendersi. Risultati in termini di aumento della produzione di energia? Ovviamente zero. Anzi doppio zero. Come la farina. Zero se lo facesse il centrosinistra. Zero anche se lo ha fatto il centrodestra.
Ma la minoranza pragmatica e riformatrice del Pd? Ma Matteo Renzi, che nel frattempo si batterebbe solitario per una riforma della giustizia senza però dire come voterebbe nel referendum confermativo che lui promuoverebbe? Vogliono una scelta di concretezza. Bisogna ridurre le accise. Tutte cose che però nel frattempo sarebbero aumentate. Perché Schlein non potendo fare il ministr* degli Esteri in questa fase ha proposto di finanziare qualsiasi amenità con il taglio dei cosiddetti “sussidi ambientalmente dannosi” beccandosi un sonoro rimprovero dalla Ragioneria Generale dello Stato. A dispetto del nome questi non sono sussidi. Non stanno in una voce di bilancio. Sono spesso accise sul carburante che non vengono riscosse. Una misura per specifici operatori: autotrasportatori ed agricoltori.
Quindi il Pd diminuirebbe di poco ciò che nel frattempo avrebbe aumentato di tanto.