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Dl Sicurezza, l'opposizione occupa i banchi del governo: espulso il dem Scotto

di Redazione martedì 21 aprile 2026

3' di lettura

Caos in Parlamento. Il presidente di turno Fabio Rampelli ha sospeso la seduta della Camera, in cui si stava per chiedere la fiducia al dl Sicurezza, dopo che alcuni deputati delle opposizioni hanno occupato l'aula e in particolare i banchi del governo. A essere richiamato è stato soprattutto il deputato del Pd Arturo Scotto, seduto proprio sui banchi dell'esecutivo, che è stato anche espulso. Tra i deputati che hanno circondato i banchi del governo c'erano anche la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, e il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. Seduto, invece, proprio sopra i banchi dell'esecutivo, oltre al deputato dem Scotto, c'era anche Riccardo Magi, segretario di +Europa, che però si era appena alzato prima del richiamo del presidente di turno, Fabio Rampelli. A protestare e occupare sono stati principalmente gli esponenti di Pd, M5s e Avs, più Magi. 

"Siamo di fronte a una toppa peggio del buco. Questo provvedimento rappresenta un precedente molto grave: si rischia di portare il Parlamento e, da quanto apprendiamo, forse anche la Presidenza della Repubblica a votare e sottoscrivere un testo che presenta manifesti vizi di incostituzionalità - ha tuonato la dem Debora Serracchiani -. Il governo avrebbe dovuto avere il coraggio di fermarsi e mettere una pietra sopra a un intervento che, oltre ai profili critici sul piano costituzionale, presenta anche numerose e rilevanti problematiche in termini di copertura economica. Andare avanti in queste condizioni significa forzare le istituzioni e indebolire la qualità della legislazione. Siamo davanti a una gestione preoccupante - ha concluso -, che mortifica il ruolo del Parlamento e mette in discussione principi fondamentali del nostro ordinamento democratico".

Il video della gazzarra rossa è stato condiviso su X da Patrizia Prestipino, deputata dem, che non paga della scena definisce "orrido" il decreto sicurezza, quasi a giustificare gli incidenti in aula.

Alla fine, la fiducia sul provvedimento è stata posta: domani, mercoledì 22 aprile, prenderanno il via alle 16 le dichiarazioni di voto sulla fiducia al Dl Sicurezza e, a seguire, il voto sulla fiducia e l'esame degli odg. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. 

Sul tema è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ribadendo che l'intenzione del governo è andare avanti col provvedimento: "Sul decreto sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni. Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all'avvocato che assiste il migrante, che fa ricorso contro un decreto di espulsione - ha aggiunto Meloni - non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro. Mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d'accordo. È uno strumento che l'Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti e uno strumento che stiamo lavorando per rafforzare. Almeno su questo mi pareva che fossimo d'accordo. Ora scopro che non siamo d'accordo più neanche sul rimpatrio volontario assistito - ha concluso -, ma noi andiamo comunque avanti".

Tra l'altro, a metà pomeriggio di ieri, lunedì 20 aprile, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è salito al Colle per un confronto con Sergio Mattarella sul merito del decreto e della norma contestata. Il governo ha intenzione di intervenire con un emendamento correttivo.

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